mercoledì, 24 Luglio 2024

“Sulle prime sottovalutarono quell’incontro. Era stato bello potersi confidare, ma nessuno dei due gli dava peso. Forse perché le storie d’amore – quando vengono raccontate – cominciano sempre con una scintilla, con un gesto romantico, con attenzioni e piccole prove di felicità, con due persone che sono disposte fin da subito a calare sul tavolo le carte migliori, a tirar fuori tutto l’armamentario del corteggiamento. Nessuno dei due pensava che un amore potesse iniziare così. Sbandando per caso, senza difese con cui coprire la ritirata. E invece un’intuizione comune rivelò loro che avrebbero potuto provare a salvarsi a vicenda, a trasformare due vite false in una vita vera.”

Tra Valentina e Tommaso inizia così, per caso. Si ritrovano di notte in una strada di Firenze, lei venuta via da una festa in cui il suo ragazzo, ormai quasi ex, ci provava con le altre, lui appena mollato dalla fidanzata storica. Si erano già conosciuti al liceo, adesso si leccano le ferite. Valentina ha finalmente aperto gli occhi sul mondo di figli di papà in cui aveva sgomitato per entrarci, lei che appartiene a una famiglia in cui non mancano i problemi; Tommaso, invece, pensava che la sua vita fosse perfetta, trascorsa senza scossoni, quasi ovattata.

Un naufragio (SEM) di Daniele Pasquini racconta di una coppia di trentenni nata non per un colpo di fulmine ma da un qualcosa di sbilenco, sfuggente. Valentina e Tommaso si sposano e già si intuisce che tra loro ci sono mancanze e incomprensioni. Si barcamenano sul filo di un’esistenza incerta, in bilico tra contratti a progetto e il sospirato posto fisso, qualche aperitivo in riva all’Arno, la ricerca di una casa che, con i loro stipendi, non possono permettersi. Nel momento in cui si sposano, sono già in crisi, anche se fingono di non vederlo.
Persino l’organizzazione del viaggio di nozze, che dovrebbe essere un momento di spensieratezza, diventa un’ennesima occasione persa, per accontentare l’altro e accontentarsi senza nutrire grandi aspettative – alla fine ad avere la meglio è l’agenzia di viaggi che, in pratica, decide per i due. Il paradiso delle Seychelles diventa una gabbia soffocante in cui buttarsi addosso recriminazioni, accuse, frasi offensive. È Valentina la più agguerrita, nonostante il paesaggio da sogno in cui sono immersi entrambi non vedono l’ora di tornare. Non si sopportano, sono insofferenti l’uno all’altro. Ecco che il ritorno, sul piccolo e malandato aereo, ha il sapore di una liberazione. Una tempesta però li sorprende, nella turbolenza il portellone si pare e la coppia viene scaraventata in mare. Riescono a raggiungere un’isola, sono spaventati, malconci ma salvi e di nuovo alle prese con ripicche e accuse. Questa volta dovranno anche pensare a come procacciarsi l’acqua, il cibo. A sopravvivere, insomma, perché l’atollo è deserto. È un isolamento forzato dal quale non c’è scampo e nel quale la convivenza non è negoziabile: devono sopportarsi. Quello scenario bello quanto rarefatto, lontano dalla routine, porterà Valentina e Tommaso a guardarsi dentro, a cercarsi, a capire.

Pasquini, con una raffinatezza stilistica che alterna introspezione psicologica ed ironia, ha dato forma, esasperandole, alle criticità di ogni legame offrendo anche una singolare alternativa e via di fuga a una conclamata crisi. Tra passato e presente, ricordi e speranze, Un naufragio è la radiografia di una relazione dei giorni nostri.

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze e lavora come comunicatore e addetto stampa. Ha esordito in narrativa nel 2009 con Io volevo Ringo Starr, seguito dal romanzo breve Le rockstar non muoiono mai e dalla raccolta Ripescati dalla piena, tutti usciti per Intermezzi Editore. Suoi racconti sono comparsi su riviste e antologie.

Rossella Montemurro

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