domenica, 14 Luglio 2024

“(…) La memoria è una solitudine abitata e ha un costo, erode la vita reale, ma in ogni caso io sono sempre stato felice di rinunciare a quella dose di realtà che supera il mio livello di sopportazione. Sto bene lì dentro. A volte credo che tra memoria e immaginazione la differenza sia così sottile da non essere neanche rilevante, ma so che questo è un discorso insidioso, lo so perché l’ampiezza del mondo che ho costruito nella mia mente è inversamente proporzionale alla lista di rinunce che potrei elencarti, rinunce inizialmente inconsapevoli, dettate da un bisogno di alleggerimento, di pulizia, ma via via più lucide e in grado di restituirmi quel senso di pienezza che puoi provare solo quando elimini ciò che è superfluo. Nel mio palazzo solitario, costruito un ricordo alla volta, io regno.”

Mauro Massari, quarantenne, “atleta mentale” e mnemonista pluripremiato, è il protagonista e io narrante di Un altro finale per la nostra storia (SEM) di Silvia Bottani. Mauro viene contattato da Bianca Cerutti, la sorella di Fabio il suo migliore amico ai tempi del liceo, scomparso misteriosamente vent’anni prima. Bianca, con il suo aiuto, vuole capire cosa è successo a Fabio, certa che lui sia da qualche parte. Inizia così un vero e proprio tuffo nel passato che porta alla luce tanti episodi dimenticati, alcuni decisamente scomodi da ricordare, in un presente messo sottosopra da atteggiamenti a volte sopra le righe della coppia. La quotidianità di Mauro – ai margini della vita pubblica da quando il suo rapporto con Alice, da cui ha avuto una figlia, è finito – subisce uno scossone dai comportamenti di Bianca tanto che la “tecnica dei loci” che utilizza per vincere le gare di memoria, evoca luoghi e momenti della sua storia d’amore con lei.

“Io avevo un culto della memoria, tenevo tutto quello che potevo nella mia testa per poterne disporre a piacimento, tu eri alla ricerca delle cose che si perdevano. Eravamo apparentemente diversi, ma di fronte alla scomparsa di Fabio ci eravamo sentiti ugualmente responsabili per non aver saputo vedere qualcosa che doveva per forza essere accaduto.”

Mauro è completamente immerso nella propria mente, tanto da convincersi dell’autenticità di tutto ciò che immagina: e se può essere un ottimo ecamotage per vincere le gare di memoria, diventa un terribile limite per affrontare la vita.

“Lo zero ti perseguita, Bianca, l’ho capito, e in quel cerchio hai voluto trascinarci anche me, hai voluto portarmi in un luogo dove c’erano gli oggetti impolverati dei tuoi ricordi, ma non è frugando nei bauli che lo troveremo. Di Fabio c’è un prima e nessun dopo. Se avessi capito subito cosa stavi per fare, forse mi sarei ritratto, ma per fortuna sono lento, le cose mi si svelano sempre in ritardo e sono destinato a capire quello che mi accade solo voltandomi indietro, vittima di un cronico torcicollo esistenziale.”

Un altro finale per la nostra storia ha una trama originale e uno stile ricercato che si lasciano apprezzare.

Silvia Bottani è nata e vive a Milano. Giornalista, si occupa di arte contemporanea e collabora con diverse agenzie di comunicazione. Suoi interventi sono stati pubblicati da Doppiozero, Riga, Sapiens, Arte, Rivista Segno, CultFrame. Il giorno mangia la notte è il suo primo romanzo.

Rossella Montemurro

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