sabato, 13 Luglio 2024

Quale è stato il momento in cui si è spezzato il rapporto di fiducia fra i cittadini e i media? Come sono fatti i contratti giornalistici? Quanto viene pagato un giornalista oggi? E per fare cosa? Uno dei problemi dell’informazione oggi è l’ossessione per la quantità e per la velocità, la convinzione che il giornalismo debba competere con i social.

Un altro modello di business: tanta attenzione per gli inserzionisti pubblicitari, poca per i lettori. Il mantra del “fare tanti click sul sito”, la monetizzazione a ogni costo con la pubblicità, la convinzione che nessuno sia disposto a pagare per il giornalismo digitale hanno contribuito a erodere gli spazi di crescita. A partire da queste considerazioni e guardando, fra l’altro, alla lezione del professor Peter Laufer, autore di Slow News – Manifesto per un consumo critico dell’informazione, e a esperienze locali, nazionali e internazionali, Slow Journalism (Fandango) di Daniele Nalbone e Alberto Puliafito fa un tentativo: quello di andare oltre la semplice critica.

Slow Journalism cerca di proporre soluzioni, al giornalismo di oggi, alla sua ossessione per i tempi veloci e rapidi del web e alla competizione con i social. Il saggio propone anche attraverso delle interviste agli addetti ai lavori, tra cui Mario Calabresi, delle possibili soluzioni alla “crisi” del giornalismo odierno.

Daniele Nalbone e Alberto Puliafito hanno una lunga esperienza nel giornalismo tradizionale e soprattutto in quello digitale, condividono una visione del mestiere – e forse anche del modo in cui ci si dovrebbe approcciare al lavoro e alla vita – che li ha portati a indagare su questo tema. Un libro cruciale sia per gli addetti ai lavori sia – soprattutto – per i lettori.

Daniele Nalbone ama il giornalismo. Nasce professionalmente nella redazione di Liberazione dove lavora sei anni. Poi il passaggio al mondo del web. È tra i fondatori della cooperativa editoriale ilsalto.net e collabora con diverse testate nazionali, sia nel ruolo di giornalista vero e proprio che in quello di “consulente editoriale”. È inoltre autore di diversi libri di inchiesta e ha coordinato per Rx Castelvecchi la collana Chi comanda, serie di cinque libri di inchiesta sui sistemi di potere a Roma, Milano, Napoli, Torino e Firenze.

Alberto Puliafito, dopo aver lavorato per anni nel giornalismo digitale e averne toccato con mano i lati positivi e quelli più oscuri, ha fondato e dirige una testata che si chiama Slow News. Si occupa di contenuti online e offline da sempre. Ha diretto documentari, cortometraggi, videoclip e programmi televisivi. Si occupa di digitale, di formazione e di comunicazione. Con Fulvio Nebbia e IK Produzioni e con i soci di Slow News sta lavorando da due anni a Slow News – A documentary, un documentario internazionale su alcuni dei temi trattati nel libro.
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