La coppia Flavia Piccinni-Carmine Gazzanni, quando si tratta di ripercorrere a quattro mani vicende di cronaca è imbattibile. Era già accaduto con Nella setta (Fandango), si ripete adesso con Sarah. La ragazza di Avetrana (Fandango), il libro sulla vicenda che dieci anni fa scosse l’Italia per tutto il torbido che riuscì a buttar fuori di una famiglia salentina in apparenza comune, in realtà piena di ombre.

I due autori si immergono, senza tralasciare davvero nulla, nella tragicommedia di Avetrana – divenuta il primo processo mediatico del nostro paese – che oggi, nonostante confessioni e condanne, non può ancora dirsi risolta.

La scomparsa di Sarah Scazzi – quindicenne bionda, silenziosa, misteriosa, – per quarantadue giorni da quel 26 agosto 2010, l’abbiamo seguita tutti ora con interesse ora con pietà, soprattutto con morbosità perché non c’era telegiornale, quotidiano o trasmissione di approfondimento che non parlasse di lei e, di conseguenza, della sua famiglia. Una famiglia piena di segreti, rancori, gelosie e non detti che andavano via via costruendo un reality show dell’orrore e del grottesco in salsa pugliese. Lacrime, disperazione, incredulità, veleni – buttati fuori con incredibile nonchalance proprio quando credevamo di essere assuefatti a tutto. Particolari macabri e agghiaccianti. La notizia del ritrovamento del corpo di Sarah comunicata dalla giornalista Federica Sciarelli in diretta su Rai Tre alla madre e, in contemporanea, a tre milioni e mezzo di persone durante “Chi l’ha visto?”. E poi, tutta la parte giudiziaria di un omicidio dai contorni assurdi: sembra la trama di un thriller e invece è realtà.

Con un ritmo incalzante e serrato e una scrittura fluida, in Sarah riviviamo minuto per minuto l’incredibile storia di via Deledda: la confessione di zio Michele e la condanna all’ergastolo della zia e della cugina di Sarah, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che negli anni hanno continuato a dichiararsi innocenti.

“Tutto il materiale relativo al testo in parte è stato ricavato da documenti, interrogatori o registrazioni agli atti, in parte è frutto di interviste, colloqui e confessioni private dei diretti interessati. – spiegano gli autori Abbiamo incontrato tutti i protagonisti che ci è stato possibile, ed è per noi un dovere morale sottolineare che questo libro non esisterebbe senza la fiducia incondizionata delle persone che sono menzionate nel testo, a cui va tutta la nostra gratitudine. Il libro è dedicato alla memoria di Sarah Scazzi, con l’auspicio che la verità possa finalmente prendere forma oltre ogni ragionevole dubbio”.

Nel segno di A sangue freddo di Truman Capote e de L’avversario di Emmanuel Carrère, Sarah è un romanzo verità, che alla precisa ricostruzione di ciò che è accaduto – e, piuttosto, di ciò che è stato deliberatamente taciuto – unisce una riflessione sul male e sulla sua spettacolarizzazione, sulle conseguenze delle proprie azioni e su quanto siamo disposti a sacrificare per le persone che amiamo.

Una curiosità: il libro, uscito da pochi giorni, è già in ristampa.

Flavia Piccinni ha pubblicato tre romanzi e un reportage sulla ’ndrangheta. Coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide, è parte della redazione di Nuovi Argomenti. Autrice di documentari per Rai1 e Radio3 Rai, scrive su diversi giornali. La sua inchiesta Bellissime ha suggerito una proposta di legge, ha ispirato l’omonimo film documentario ed è stato insignito di numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio Croce.

Carmine Gazzanni è un giornalista, scrive per La Notizia, Panorama, Donna Moderna. In passato ha collaborato con Presa Diretta (Rai3), L’Espresso, Left e Narcomafie. Attualmente lavora a Rai1. Dalle sue inchieste sono nate svariate interrogazioni parlamentari. Ha vinto, fra l’altro, il Premio Pietro di Donato.

I due autori hanno firmato insieme Nella setta, premiato con significativi riconoscimenti, fra cui il Premio Mattarella Giornalismo e il Premio Europeo Giornalismo Investigativo. Il libro ha suggerito due proposte di legge, ed è attualmente in corso una trasposizione televisiva.

Rossella Montemurro

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