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“Quasi niente sbagliato”: originalità e introspezione nel romanzo di Greta Pavan, menzione speciale della XXXV edizione del Premio Calvino

Quasi niente sbagliato inscena, con originalità costruttiva e con una lingua di straordinaria espressività, un personaggio femminile inconciliato dei nostri tempi e, insieme, tutto un ambiente sociale, quello della Brianza della religione del lavoro, colto nelle sue pieghe più riposte.”

Questa la motivazione che lo scorso anno valse la menzione speciale della XXXV edizione del Premio Calvino a Quasi niente di sbagliato di Greta Pavan. Edito da Bollati Boringhieri, è un romanzo originale e introspettivo, uno spaccato generazionale che ha come protagonista e io narrante Margherita, immersa nello sfondo grigio e denso di capannoni della Brianza.

Classe ’90, Margherita è nata in una delle tante famiglie venete emigrate nel dopoguerra, nel ricco hinterland lombardo. Ma per lei il benessere è solo un concetto astratto. Colleziona, infatti, dimenticabili esperienze lavorative, tra loro diverse, accomunate solo dall’insoddisfazione. Prova a fare la rappresentante porta a porta ma molla quando è addirittura in prova; lavora in un call center per poi approdare nel giornalismo. Piccoli lavori senza futuro e, nel frattempo, una serie di incontri che lasciano l’amaro in bocca e situazioni al limite, alcune di forte impatto emotivo. Tutto questo, però, una parentesi della vita di Margherita dai sei ai ventidue anni (dal 1996 al 2012), non è narrato cronologicamente ma con una serie di salti temporali, che se da un lato confondono il lettore dall’altro lo rendono consapevole dello squallore dal quale la ragazza è circondata. Ne esce il ritratto di una giovane donna sopraffatta e rassegnata, quasi impotente, soggiogata da quel meccanismo distorto che in un’ipotetica scala di valori vuole il lavoro anteposto a qualsiasi altra cosa.

“Brianza, terra attraversata da una possente spinta produttiva. – ha scritto Enzo Fileno Carabba – Cosa succede se una persona non vuole essere spinta? È possibile sfuggire a ciò che ti plasma? Il romanzo di Greta Pavan ci pone di fronte alla domanda fondamentale: chi sei? E soprattutto: chi credi di essere?”

Molto bello e incisivo il personaggio di Margherita: è immediato entrare in empatia con lei.

Quasi niente sbagliato è un romanzo di formazione e al tempo stesso una storia sull’appartenenza e sull’affermazione di sé che prova a rispondere a una domanda esistenziale: se il male sia ciò che riceviamo o quello che ci portiamo dentro.

Greta Pavan è nata a Desio, in Brianza, nel 1989. Dopo la laurea in Comunicazione interculturale, conseguita a Torino, ha studiato editoria alla Scuola di scrittura Belleville. Oggi vive a Milano, dove lavora come editor freelance.

Rossella Montemurro

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