sabato, 20 Luglio 2024

Quando le Donne han voglia di illuminare e far fibrillare la terra sicchè si moltiplichino le vibrazioni e si trasmettano all’intero pianeta. Così comincia Antonella Pagano facendo la cronaca della serata-mezzanotte del 25 marzo a Roma, nel magnifico Hotel Excelsior che vive da più di cent’anni aneddoti e storie, persone e personaggi, glamour e fashion internazionale tra ori e broccati porpora.  La poetessa materana è stata lì, ospite della prestigiosa iniziativa che Bianca Maria Caringi Lucibelli, da ben 33 anni, pone in essere nella cinematografica cornice dell’Excelsior, in quella Via Veneto che aspira a ritrovare i fasti e lo splendore dei tempi d’oro e che nella serata del 25 marzo ha visto sfilare tanta nobiltà, artisti e tanta bella gente non solo romana. Ci sono stata, ho voluto esserci con il precipuo scopo di vestire l’ABITO MANIFESTO per il quale ho lavorato ben oltre due mesi; volevo sentire l’anima strizzarsi dentro lacrime trattenute. Perchè io vivo visceralmente le opere che creo. Le sento nelle vene prima che sgorghino dai miei inchiostri. Muovono l’anima che muove i pensieri che muovono la mano. Ho ideato l’abito e l’ho fatto cucire dalla mia amica Giuliana Ciacci, altra Persona che oramai si muove con destrezza dentro le note del mio pentagramma di parole poetiche e di abiti sempre MANI-FESTANTI. A metà dell’opera, ossia quando l’abito era tutto imbastito, l’ho disteso sul piano di lavoro e ho iniziato a scrivere, manoscrivere in calligrafia e disegnare il Poema che è il cuore del mio penultimo libro: “Cantò come dea”, NemaPress Edizioni. Il poema è tradotto in 10 lingue, le 6 UNESCO e le 4 parlate da milioni di terrestri, oltre l’Esperanto e la trasposizione in Braille. Dopo anni bui legati al virus e in questi travagliati e funestati dalle tante guerre, troppe, a cui si è aggiunta quella più vicina a noi, tutti credo si sia avvolti da una cappa fuliginosa, una sorta di palandrana che grava sull’anima e allora una serata di festa, di arti, pittura, bel canto, e premi a persone speciali, il glamour può alleggerire il greve che aleggiando si posa su tutto e tutti. Ho visto grondare scintillìi nei mille abiti da sera delle Signore blasonate e non che hanno voluto celebrare il Gala del 2023; ho desiderato leggerle come nuove sacerdotesse della femminilità, della bellezza femminile declinata in mille volti, dell’alta sartoria italiana insieme ai signori uomini in nero solenne. “Raccoglierò le lacrime di tutte le donne”, tutt’altro che composizione in prosa poetica…è un rito che mi dilania l’anima, che mi strugge, che tinge di nero il sole e fa violacea la luna. E’ un mio rito! Lo penso fino quasi a compierlo, e la prego di non pensare che stia vaneggiando, né delirando.  Ha una storia già corposa; scelto per accompagnare il viaggio italiano ed estero della Carta dei diritti della Bambina, lo scorso anno è stato il movente, il cuore poetico-lessical-teatrale del rilancio delle Politiche delle Pari Opportunità della Regione Marche; rappresentato in innumerevoli teatri, ha più di qualche anno, eppure resta e diventa sempre più ineffabilmente contemporaneo ove solo si pensi a tutte le donne: figlie, sorelle, mogli e madri delle migliaia di giovani uomini falciati dalle guerre che due millenni di storia ancora non sanno bandire dal pianeta; e se si pensi, ancora, che nel 2022 il numero delle donne trucidate in Italia è salito oltre tutte le soglie massime precedenti. E divento piccola come un granello di sabbia a pensare alle moltissime donne povere del pianeta. Con me il M° Daniela Brandi, la pianista/concertista con cui ho lavorato alla pièce teatrale: “Eva e la minestra del paradiso” andata in scena il 20 gennaio scorso a Matera al Teatro Guerrieri, e con la quale sto mettendo a punto la partitura musicale del poema che presto presenteremo al pubblico. Quanto ai tralci di edera che adornano le parole…beh ho scelto l’edera perchè…antispasmodica e antimicrobica, tutto dire sul piano metaforico! E’ stato fotografato un numero infinito di volte, in molti ne hanno voluto leggere alcuni frammenti in francese, inglese, spagnolo, portoghese ed esperanto. In molti di più hanno desiderato fotografarsi con me dentro il MANIFESTO VIVENTE; qualcuno ha parlato di INSTALLAZIONE VIVENTE…io amo pensare che ciascun essere vivente è MANIFESTO di una condizione umana, di un essere unico che narra una storia unica e preziosa e che tutte le storie uniche siano le preziosissime sfaccettature del DIAMANTE UMANO, il genere umano, e siano, allo stesso tempo, le sfaccettature del PIANETA TERRA, il GIOIELLO più prezioso che abbiamo, e che appartiene a tutti, benchè in troppi lo dimentichino! Cosa ne farò adesso? Intanto penso di accettare con fantasmagorica gioia l’invito della Signora ANTONIA Sautter a Venezia…la Sua straordinaria creatività, espressa non solo con l’incredibile Gran Ballo del Doge, è vicina alla mia indole, benchè debbo riconoscere che la Sua è assoluta e irraggiungibile. E poiché amo creare e lavorare con infinita gioia nell’infinito tempo predispongo la mappa del viaggio da far fare a questo abito…il manifesto ha da parlare in ogni dove prima che si fermi e trovi la collocazione più giusta quale OPERA D’ARTE! Matera è già nella mappa, Roma anche e poi…

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