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Presentato a Matera “Vera e gli schiavi del terzo millennio” di Carmen Lasorella: un romanzo che si legge con i cinque sensi

“Un libro che si legge con i cinque sensi”. È stato definito così nel pomeriggio a Matera “Vera e gli schiavi del terzo millennio” (Marietti1820), il primo romanzo della giornalista Carmen Lasorella, nel corso della presentazione sulla terrazza di Palazzo Malvinni Malvezzi.

L’evento ha rappresentato l’anteprima della nona edizione del festival della Notte bianca del libro e delle idee a Matera grazie alla sinergia tra Letti di sera-Presìdio del libro di Potenza e Onyx Libro-Presìdio del libro di Matera. Durante la presentazione, ci sono stati intermezzi musicali di Kevin Grieco alla chitarra e dalla cantante Rossella Palagano.
La trama del romanzo, ambientato in un’era in cui la tecnologia informatica può diventare nemica o alleata, si dipana tra cronaca e sentimenti, mentre pagina dopo pagina si incrociano le generazioni e alternano le voci narranti. La protagonista è un’attivista per i diritti umani, Vera, come il suo nome, tenace, irriducibile, eppure in crisi:

“Che strana condizione! Da un lato un uomo debole ed egoista, con il quale si era ostinata ad immaginare il futuro; dall’altro il suo lavoro esigente, che aveva finito con scavarle intorno lo stesso vuoto, come un amante geloso, padrone del passato. E il presente? Nel suo presente lei si sentiva d’un tratto fuori posto. Era come se fosse rimasta seduta davanti al mondo, che continuava a girare ad una velocità impazzita e senza di lei.”

Accanto a lei, Mariella, la sua segretaria-amica-assistente espressione della gioventù 4.0., con qualche decina di anni in meno, tante insicurezze e pochi sogni.

“Mi ritrovai a considerare come ci fosse quasi un gusto perverso nel colpire colei o colui che lottano contro i soprusi, facendo della sfida all’arroganza del potere e ai pregiudizi comuni, la propria ragione di vita. La macchina del fango si era messa in moto e prendeva velocità di minuto in minuto, alle più disparate latitudini.”

Vera trova l’energia per lottare contro la criminalità che dilaga a scapito di chi è costretto a migrare: si tratta di una tragedia e un business che sconta narrazioni distorte e interessi ramificati. Sono i migranti gli schiavi del terzo millennio, un’umanità vulnerabile, invisibile e senza diritti.

«Questo romanzo è stato una splendida esperienza», dichiara Carmen Lasorella. «L’ho vissuto come uno spazio di libertà. Mi è piaciuto dedicarmi alla scrittura, lasciando sullo sfondo i fatti.  Ho vissuto il gusto dell’incontro con personaggi immaginari e in assenza dell’immagine, cui sono abituata, ho cercato la descrizione “visiva” dei luoghi e delle situazioni. In questo tempo di rumore, la narrativa porta l’ascolto».

La trama del libro è arricchita da incontri, amicizie inattese, nuovi nemici e colpi di scena. Al centro, un personaggio equivoco, Ahmed, consegna a Vera la mappa del sistema criminale che governa il Mediterraneo, ma in cambio le chiede di occuparsi dei suoi figli. Ha messo tutto in un microchip, che si determinerà preziosissimo per le indagini. E Vera, benché nel mirino delle organizzazioni mafiose, farà fino in fondo la sua parte, di nuovo padrona del suo destino. 
Carmen Lasorella, prima giornalista italiana a ricoprire il ruolo di inviata di guerra per la tv, anchor-woman, autrice di reportage, conduttrice di programmi di successo in radio e in tv per le reti Rai. Opinionista e saggista, ha raccontato le principali crisi internazionali a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Corrispondente da Berlino e direttrice generale della Tv di San Marino, presidente di Rai net. Ha diretto un master alla Link University sulle migrazioni forzate, le tutele internazionali, gli “hate speech” nell’anno accademico 2017/2018. www.carmenlasorella.it

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