Figli che odiano i padri, figli che invece vorrebbero seguirne le orme, o magari solo conoscerli. E poi padri, fieri o delusi, assenti o ingombranti, padri che si vergognano dei figli o di se stessi: sono i protagonisti dei racconti di Pietro Spirito, che spaziando tra luoghi e tempi diversi affrontano il difficile tema del divario tra le generazioni. La raccolta, intitolata Se fossi padre è appena uscito nella collana «Le ragioni dell’Occidente» dell’editore Mauro Pagliai.
Pietro Spirito vive e lavora a Trieste, dove è una nota firma delle pagine culturali del «Piccolo», e collabora con la Rai a programmi radiofonici e televisivi. Tra i suoi libri pubblicati si ricordano Le indemoniate di Verzegnis (Guanda 2000, Premio Chianti), Speravamo di più (Guanda 2003, finalista al Premio Stega), Il bene che resta (Santi Quaranta 2009), L’antenato sotto il mare(Guanda 2010), Il suo nome quel giorno(Marsilio 2018). Per Pagliai ha già firmato un’originale guida letteraria alla sua città, intitolata Trieste è un’altra, uscita nel 2011 e più volte ristampata. La sua nuova raccolta di racconti nasce dalla constatazione del sostanziale smarrimento della prospettiva della paternità che affligge l’Occidente dalla seconda metà del ventesimo secolo. “La crisi della funzione paterna”, spiega, “o almeno la necessità di una sua urgente ridefinizione, pervadono l’esistenza di ciascuno, indicando uno scarto nel legame più decisivo tra quelli che ogni essere umano possa sperimentare nella vita”. Ce lo dimostrano le tredici storie che compongono il volume, tanto brevi quanto acute e struggenti, dense di suggestioni ed emozioni profondissime. Come in Ospedale Cardarelli, dove un figlio al capezzale del padre morente ricorda quando quest’ultimo amoreggiava con la governante, o in Memorie di un falsario, dove il figlio di un celebre scrittore ricorre più volte al plagio pur di dimostrargli il proprio valore. Piccole storie di amore e di guerra, di vergogna e di riscatto, frammenti di esistenze ed esperienze diverse tra loro, ma che galleggiano nello stesso mare: quell’immenso oceano in tempesta che può unire e dividere padri e figli.
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Rossella Montemurro

Giornalista professionista materana. Laureata in Scienze dell’educazione, si è perfezionata in Bioetica e Terapia familiare e relazionale. Ha lavorato per Il Quotidiano della Basilicata – occupandosi dei settori “Cronaca” e “Cultura” -, Il Mattino di Foggia, Il Mattino di Puglia e Basilicata, il Roma e con la testata giornalistica online “Il mio TG”. Ha collaborato con le emittenti televisive “Antenna Sud” e “Lucania Tv”. Attualmente dirige la testata giornalistica online www.tuttoh24.info e collabora con la casa editrice Altrimedia. Nel 2004 ha pubblicato per Ediesse Edizioni “I giorni di Scanzano”. Il volume, nel 2005, ha ricevuto la segnalazione della Giuria del Premio letterario Basilicata. Nel 2010 ha pubblicato per BMG Editrice “Carabinieri a Matera. Tradizione e modernità al servizio dei cittadini”. La pubblicazione è stata autorizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2019 ha pubblicato per Altrimedia Edizioni “Calci e pugni sul tetto del mondo. Biagio Tralli, identikit di un campione” e nel 2021 "Ilmio tuffo nei sogni"

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