martedì, 23 Luglio 2024

“Odio la vita della spia. Odio dover essere e non essere qualcuno, qualcosa, sempre. Vorrei poter controllare i miei movimenti, i miei viaggi e i miei pericoli, anche se so che è impossibile. Mi stanco, sono consumato dentro da questa modalità esistenziale pur avendola scelta. Così me lo richiedo ancora “sono io ad aver scelto questa vita o è lei ad essere venuta da me?””
È la voce di Ludovico ad accompagnare il lettore in un’avventura dai contorni sfumati nella quale la stessa identità del protagonista è piuttosto incerta.
Ovunque tu sia (Mondi che cambiano), il romanzo breve che segna l’esordio nella narrativa di Bernardo Bertenasco, è ambientato negli ultimi anni dell’Unione Sovietica e delle dittature di destra in America Latina. Sulle prime Ludovico sembra una spia, ma potrebbe essere anche un giornalista o uno scrittore: “(…) In cerca di giustizia, libertà, avventura, conoscenza? Verso l’ignoto, la speranza, la verità?”
L’incognita del suo ruolo in Polonia, Lettonia e Argentina (luoghi nei quali si muove in modo estremamente disinvolto) non abbandonerà il lettore fino all’ultima pagina. Sembra un uomo in cerca di vendetta nei confronti delle ingiustizie e, nello stesso tempo, una (presunta) spia sprovveduta che si lascia andare tra le braccia di una collega, Lidia. Ma Ludovico è descritto anche come un idealista, un filosofo portato per natura a cercare risposte agli interrogativi cruciali: in nome di quale giustizia superiore un regime può privare gli individui delle proprie opinioni politiche o religiose?
“Questo è il punto: la verità. Dove si trova, a oriente o a occidente? Esiste davvero o è solo un miraggio, un sogno, un’idea, una follia? È capitalista o socialista?”
Ovunque tu sia è anche l’odissea privata di Ludovico che si scontra con la durezza – reale o simbolica che sia – del carcere e arriva ad affermare: “Forse è questa la più grande limitazione della libertà: la privazione dell’identità.”
Bertenasco ha uno stile intimista, indugia sull’interiorità dei personaggi, descrive paesaggi, usi e costumi dei diversi luoghi in cui il protagonista si ritrova.
L’autore, nato a Torino, ha vissuto a Roma, a Bruxelles e in Lettonia. Al momento è in Argentina, dove lavora all’università di Mendoza.
Scrive da quando ha sedici anni e ha pubblicato diversi articoli, un breve saggio e un racconto.
Rossella Montemurro
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