Nella terra dello spirito e del sangue. Viaggio tra i crimini e i miracoli di un ragazzo venerato come Dio (Castelvecchi) è la narrazione in presa diretta del viaggio che Fabio Morotti (film-maker romano che si occupa di cultura cambogiana, di religione e di viaggi in generale) ha compiuto alcuni anni fa in Nepal sulle tracce della storia favolosa di Ram Bahadur Bomjon. Quest’ultimo, nel 2005, adolescente, fu ribattezzato dalla stampa internazionale Budda boy per essere rimasto nove mesi in meditazione sotto un albero delle foreste nepalesi di Chitwan apparentemente senza mangiare, bere o dormire.

La storia del Budda Boy ha inevitabilmente attirato l’interesse di scienziati, religiosi e di Discovery Channel – oltre che migliaia di pellegrini convinti che lui sia Maitreya, il messia, “un’incarnazione divina” e maestro spirituale.

“Ram, o Tapasvi, l’asceta, come qui chiamano Budda Boy, – si legge – è una vera celebrità da queste parti. Circolano una quantità di storie incredibili: gente guarita dal tocco magico della sua mano, persone che riacquistano la parola, sdoppiamenti, piogge di rane, pellegrini che affermano di aver visto cerchi di luce, aureole comparse attorno alla sua testa santa, animali feroci ammaestrati come gattini.”

Sulle tracce del Budda Boy dal 2011, Morotti ripercorre in un diario dettagliato il percorso compiuto, la gente incontrata, le esperienze fatte e il mix di lingue ascoltate (sanscrito, pali, nepalese e tibetano) per giungere fino a lui e cercare di capire cosa c’è dietro: la sua storia, infatti, presenta lati oscuri e molto controversi, tanto che nel 2019 la polizia aprì un fascicolo su Bomjan dopo che alcune famiglie si erano rivolte agli inquirenti per indagare sulla scomparsa di parenti. Non solo, su di lui pendono gravi accuse di stupro.

Dal racconto che Morotti fa, immerso nella comunità, in Nella terra dello spirito e del sangue, la figura di Bomjan – ricchissimo grazie alle donazioni dei credenti – oscilla tra la cieca devozione dei fedeli e i dubbi e la diffidenza, leciti, verso i suoi miracoli. Un dato è certo: la sacra giungla di Halkoria è davvero percorsa da una strana energia.

Con piglio da cronista, uno stile molto asciutto, dialoghi e ricostruzioni brillanti, Morotti descrive tutte le contraddizioni, i crimini e i miracoli di un ragazzo venerato come Dio e di un culto che sembra scivolare nel fanatismo e nella violenza.

Ram è un santo o un tiranno, un illuminato o un demonio che ha perso la ragione nel cuore delle tenebre?

Gli sviluppi di questa storia, che investiga, da un lato la spiritualità con­temporanea e la necessità di trascendenza dell’uomo e dall’altro tutte le degenerazioni che la fede può portare, sono ancora in corso.

Morotti, classe ’81, è autore di Teatro e danza in Cambogia (Editoria & Spettacolo, 2010) e Un monaco free-lance fra Vietnam e Cambogia (Exòrma, 2015).

Rossella Montemurro

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