martedì, 16 Luglio 2024

Avviare un’attività il 12 marzo 2020, tre giorni dopo che il presidente Conte era stato costretto a bloccare l’Italia: si può essere o folli o sognatori, in questo caso prevale la dimensione del sogno. Perché Mino Bellino era da quando aveva 18 anni che accarezzava l’idea di continuare la tradizione di famiglia portata avanti da nonni.

Quattro anni fa aveva iniziato a pensare di “fare sul serio”, poi il sogno di aprire un salumificio è riuscito a realizzarlo, ironia della sorte, solo durante la pandemia.

Oggi il salumificio “Il Metapontino” è una bella realtà in cui i protagonisti sono le eccellenze della nostra terra: dalla carne proveniente da allevamenti lucani – suini allevati allo stato brado – ai prodotti biologici, dal finocchietto certificato ai peperoni IGP.

Una piccola produzione rivolta, al momento, ai supermercati e alla vendita diretta nei ristoranti.

“Siamo andati avanti – spiega Mino – abbiamo superato il primo e il secondo lockdown anche se quest’ultimo è stato ancora più duro perché sì ce l’aspettavamo ma venivamo già da una crisi. Adesso siamo ripartiti, siamo senza dubbio in ripresa ma è difficile perché il mondo del commercio è stato fermo per troppo tempo accumulando ritardi sia nelle consegne sia nei pagamenti. Speriamo di farcela e, soprattutto, speriamo che a settembre ottobre non ci sia un altro lockdown”.

“Il Metapontino” ha sede nel borgo di Metaponto dove Mino ha scoperto, facendo delle ricerche sulla storia della Lucanica, la salsiccia del nostro territorio, che nell’antichità furono i greci a suggerire ai romani come stagionarla sotto terra. Una curiosità che la dice lunga sulle prelibatezze senza tempo made in Basilicata.

Rossella Montemurro

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