Una cavalcata lunga vent’anni nella storia d’Italia e nel nostro Meridione, tra vicende realmente accadute e altre inventate che si intrecciano: 84 personaggi che si alternano nelle prime 100 pagine e un mucchio di racconti che fanno di Autogrill. La straordinaria storia di Rocco Pantano (Altrimedia) “una bellissima scoperta e una bellissima lettura”, come ha sottolineato la blogger Paola Giorgia Ascani durante la diretta streaming di “Intervista con l’autore”, il nuovo format di Altrimedia edizioni.

Dopo l’introduzione della direttrice editoriale Gabriella Lanzillotta, l’autore, intervistato dalla Ascani, ha spiegato come la trama sia nata una sera quando, in aperta campagna lucana, senza più benzina si è fermato in una stazione di servizio simpaticamente chiamata autogrill  (ma autogrill non era) e il proprietario lo ha tenuto una notte con sé raccontando una storia: “La cosa paradossale era che io ero senza una goccia di benzina mentre accanto a me c’erano una serie di cartelli che indicavano i pozzi petroliferi”.

Un romanzo che è, prima, un’antologia di racconti. Siamo negli anni ‘90 come nei ‘70 nella seconda metà dell’800. “Autogrill” si presenta come un intreccio di vite umane dai continui tuffi nel passato: la penna poliedrica di Michele Lamacchia riesce a condurre il lettore in maniera trasversale nella storia e nelle storie. Attorno a Rocco, gestore di un’anonima stazione di servizio in una località lucana immaginaria, si alternano, si confrontano e si scontrano, in una profonda tensione da risolvere, i personaggi più disparati. La voce di Lamacchia è irresistibile, in grado di far sorridere e, poco dopo, fare riflettere o far rabbrividire: “Autogrill” rappresenta una commedia umana che difficilmente dimenticheremo.

Michele Lamacchia nasce a Bari nel 1977. Ha pubblicato i romanzi Mo avast! – Adesso basta! (Biblios, 2010), Nero (Self-published, 2011) e Doppie punte (Lettere Animate, 2017). Ha vinto il I concorso per Narrativa Breve Satisfiction e il concorso Donna nel quotidiano di Emma Books. Non sopporta i centrotavola, le porte sbattute, e il reggaeton. Scrive per la free-press e come blogger su diverse piattaforme. Se gli chiedete: «Che stai facendo?», risponderà: «Scrivo».

Rossella Montemurro

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