Nell’anno appena iniziato è aumentata del
100% a Matera la tassa di soggiorno negli hotel a 4 e 5 stelle che passano da
2 a 4 euro, mentre B&b e case vacanze salgono a 1 a 2 euro.  

La legge in materia fissa solo un importo
minimo (10 centesimi) e un tetto massimo di 5 euro a persona per notte (7 euro
a Roma nei 5 stelle dove il limite massimo è fissato a quota 10).

Quella che è definita dagli albergatori il
“bancomat dei Comuni”, come precisa Paolo Baroni dalle pagine del quotidiano La
Stampa, nel 2017 “ha prodotto oltre 460 milioni di euro di gettito destinati a
diventare più di 500 quest’anno se non addirittura a 650 grazie agli accordi
con Airbnb e le altre piattaforme a loro volta sottoposte sempre da quest’anno
a questo prelievo”. 

A metà 2017, dopo due anni di blocco, il
Governo ha tolto il divieto sull’imposta sui turisti: per questo, i Comuni che
ancora non l’avevano introdotto hanno rimediato e quelli che invece già l’avevano
l’hanno aumentata, come nel caso della città dei Sassi.

L’Osservatorio nazionale sulla tassa di
soggiorno del Centro ricerche JFC segnala che negli ultimi sei mesi del 2017
sono stati 22 i Comuni che hanno adottato l’imposta di soggiorno, uno solo l’ha
cancellata (Lodi), altri 35 hanno approvato i nuovi regolamenti a fine anno e
in 102 Comuni la discussione è in corso.
Pubblicità
Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *