Uno spettacolo intenso, profondo, che ha trasformato il palcoscenico nel teatro di orrendi delitti, consumati davanti agli occhi attoniti di un pubblico inerme. Un lavoro straordinario dalla forte valenza comunicativa in grado di unire in un unico atto, l’intramontabile fascino delle tragedie greche con i drammi della contemporaneità. E’ lo spettacolo “I Messaggeri” di Emma Dante portato in scena ieri sera nel suggestivo scenario della Cava del Sole di Matera, per il primo appuntamento del Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza” prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la collaborazione artistica di Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci, in partenariato con Apt Basilicata e ASM Matera e il patrocinio dei Comuni di Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano. 

Un lavoro tra recitazione, canti e musica in cui si sono alternati sul palco i messaggeri, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Adriano Di Carlo, Naike Anna Silipo e Sabrina Vicari che con grande maestria hanno fatto rivivere al numeroso pubblico in Cava, la furia omicida e le nefaste vicende narrate ne Le Baccanti, in Medea, nell’ Epido Re e ne L’Eracle, che hanno duramente colpito poveri sventurati. A rendere ancora più incisiva la scena, la musica e i canti eseguiti dai Fratelli Mancuso – cantanti, compositori e polistrumentisti originari della Sicilia che hanno aperto lo spettacolo, stretti in un abbraccio, “un gesto – raccontano – che rappresenta quello che siamo. Le nostre voci abbracciandoci si uniscono, diventano una voce unica che vuole scavare profondamente nel nostro animo e arrivare agli altri con una forza sincera e drammatica”, la stessa che pervade l’intera l’opera.  “E’ un lavoro che cerca di collegare i testi degli antichi greci a quello che oggi stiamo vivendo con la pandemia: l’isolamento, il distanziamento, la tragedia che rappresenta questo momento della nostra esistenza e che vuole approfondire con l’arte, la poesia e la musica questo aspetto- spiegano i compositori-Noi ci troviamo dentro quest’opera e con le nostre musiche, con le nostre voci e i nostri strumenti cerchiamo di tornare a una dimensione ancestrale per  riproporre attraverso la voce e il lamento, quello che nell’antica Grecia poteva essere la comunicazione musicale dell’epoca”.  A rendere ancora più incisiva la narrazione,  l’utilizzo di strumenti antichi. “La musica anche in questo ultimo lavoro di Emma Dante ha la funzione di rendere antico il contemporaneo e viceversa,  attraverso gli strumenti che accompagnano le nostre voci – sottolineano i musicisti-  Gli strumenti sono il risultato di una lunga ricerca, e si fondono di volta in volta con le nostre voci e con l’ evolversi tragico delle storie narrate dagli attori sulla scena”. Un perfetto connubio tra arte, musica e testi che nasce da una collaborazione di lunga data. “L’incontro con Emma Dante  risale a tantissimi anni fa- affermano – Lei aveva comprato un nostro disco “Bella Maria”- era tornata a Palermo per mettere in piedi una compagnia- e attraverso questo  disco scoprì le nostre musiche , le nostre canzoni i e le usò per le musiche di scena. Da lì  nacque la collaborazione per lo spettacolo Medea e per il film via Castellana Bandiera- e aggiungono- Il rapporto artistico con Emma Dante è molto profondo. Entriamo tutti e tre in una visione della drammaturgia musicale molto sentita ed essenziale capace con poche cose di emozionare e di dare segno tangibile in scena di quello che lei con la scrittura, con la sceneggiatura e con il testo vuole rappresentare. Noi siamo onorati del rapporto privilegiato che abbiamo con lei e ogni volta che ci chiama siamo molto motivati nel creare musiche e andare in scena”.  Anche il luogo fa la sua parte e Matera ha saputo emozionarvi ? “Questo è un luogo magnifico, Matera è unica, e ogni volta che vediamo tutto questo grande patrimonio non possiamo che emozionarci e sentirci parte di ogni pietra di questa città”- concludono i Fratelli Mancuso.

A rendere calda l’accoglienza al pubblico nella Cava del Sole, luogo iconico che ha ospitato i maggiori appuntamenti di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e oggi, con i protocolli Covid, in grado di accogliere fino a 1000 persone nella sua arena, sono stati il team dei volontari di Matera 2019 e gli allestimenti realizzati da Open Design School. Frutto di uno studio sulle relazioni sociali in questo periodo infrapandemico, tali strutture modulari, leggere e intercambiabili, consentono di comunicare un nuovo dizionario di gesti per far sì che il pubblico possa sperimentare nuovi esercizi di vicinanza durante gli eventi dal vivo, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti contagio. 

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