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“L’uomo venuto dal Po”, il thriller avvincente firmato dall’attrice Serena Grandi e dal regista CarloAlberto Biazzi

Psicologia e suspense in una trama dove nulla è come appare, dove i rami del passato si avvolgono al presente e dove il filo che li unisce fa parte di una matassa difficile da sbrogliare: sono un regista, CarloAlberto Biazzi, e un’attrice Serena Grandi a firmare per Giraldi Editore L’uomo venuto dal Po. Una storia coinvolgente e capace di portare il lettore nell’illusione quasi cinematografica, ambientata nel 1944 tra Milano, Cremona e le sponde del fiume Po che ruota attorno al senso di responsabilità.

In questo thriller avvincente, il personaggio principale, Sergio, dopo la morte del suo amore Clelia, durante un bombardamento, si ritrova a cambiare la sua vita, seguendo il filo della storia. Entra a far parte della Resistenza, lascia Milano con le sue strade deserte e torna nelle nebbie della sua città natale, Cremona, sperando di trovare la pace e facendo così un tuffo indietro nel tempo. Ma nemmeno questo trasferimento gli dà sollievo.

Il senso di colpa verso Clelia si mischia al tormento per la scomparsa di un suo compagno del collegio, Ennio, un bambino di 9 anni dissoltosi inspiegabilmente nel nulla trent’anni prima, la notte di Santa Lucia. Che cosa nasconde dietro questa sparizione?

Biazzi e Grandi, con la loro scrittura asciutta ed essenziale, creano una storia coinvolgente, dal ritmo incalzante fino all’ultima riga e facendo crescere la tensione pagina dopo pagina, nel susseguirsi di misteri inconfessabili.

“Mi sentii in colpa, lo stesso senso di responsabilità che aveva accompagnato tutta la mia vita senza mai svelarmi i motivi di tale percezione. Si era ripresentata lì, su quel letto, mentre mangiavo un piatto squallido di brodo, sotto gli occhi di un mio simile.”

 Il romanzo, inoltre, ha anche il pregio di spingerci oltre la trama gialla per farci riflettere su tematiche importanti quali: le separazioni, l’infanzia e la ricerca spasmodica di amicizie, l’amore e il bisogno di felicità, il rapporto con i ricordi. E allo stesso tempo diventa un viaggio nei luoghi della Pianura Padana, di cui emergono descrizioni e suggestioni.

Serena Grandi, attrice, personaggio televisivo italiano, scrittrice, vanta una importante carriera cinematografica, dalla commedia di Marco Risi e Sergio Corbucci all’eros di Tinto Brass, che con «Miranda», locandiera nella bassa Padana, le dà la massima notorietà. Pupi Avati la chiama per «Il papà di Giovanna», «Una sconfinata giovinezza» e «Lei mi parla ancora». Paolo Sorrentino, infine, l’ha voluta per il suo film culto, «La grande bellezza». Per la televisione ha interpretato diversi ruoli in più fiction e miniserie e ha partecipato al Grande Fratello Vip nel 2017.

Ha pubblicato Serena a tutti i costi. Lettere di una vita mai inviate (Giraldi Editore, 2021) e il romanzo Pensione Eden da Emilia (Giraldi Editore, 2022). È molto seguita sui social, soprattutto su Instagram, il cui profilo @serena.grandi vanta oltre 85 mila followers.

CarloAlberto Biazzi, regista e sceneggiatore, nasce in una famiglia di scrittori e giornalisti. Dopo la laurea al DAMS e due master di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia, fonda la produzione cinematografica Remor Film con la quale scrive e dirige «Il padre di mia figlia», presentato al festival di Cannes e ad altri festival internazionali, e «Al di là del mare» presentato in anteprima mondiale a New York nel 2022, al RIFF Awards e altri festival internazionali. Ha scritto L’ultima luna di febbraio (Edizioni del Rosone) e La stella a quattro punte (Novecento editore).

Rossella Montemurro

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