Le case al tempo di Gesù, un approfondimento del prof. Incampo

Ho avuto modo in altre occasioni di ricordare che noi insegnanti di religione riceviamo da i nostri alunni, talvolta, domande così strane da richiedere davvero da parte nostra tanta… documentazione.

Ne ricordo, per esempio, specificamente una, la seguente: “Professore, come erano fatte le abitazioni al tempo di Gesù?”

Provo a rispondere.

Al tempo di Gesù le abitazioni erano semplicissime e la maggior parte della popolazione viveva in case molto piccole da una sola stanza a due piani.

Solo alcune abitazioni, quelle delle persone più ricche, avevano due piani uno sopra l’altro: le stanze più belle erano al piano superiore.

In genere le case si affacciavano su un giardino recintato, dove c’erano altre case dello stesso clan familiare.

Nel cortile, durante la stagione calda, gli artigiani potevano lavorare all’aperto, sotto un albero o un portico.

Questo significa che anche Gesù e Giuseppe hanno lavorato nel cortile davanti alla loro casa, mentre d’inverno lavoravano dentro.

È importante sapere che nei villaggi d’Israele in cui visse anche Gesù, la casa aveva una struttura molto semplice.

Era costruita con pietra e argilla ed era imbiancata con calce.

La calce infatti è un prodotto totalmentenaturale.

Forse non tutti sanno chelapittura a calceoltre ad essere completamenteesente da sostanze tossiche, assicuravaambienti più salubri e per gli Israeliani anche un maggiorbenessere psicofisico.

La casa aveva una scala esterna che portava sulla terrazza dove, d’estate, la gente dormiva sotto una tenda.

La terrazza si usava anche per asciugare i panni, mettere a seccare la frutta, ma soprattutto per pregare.

L’interno, molto semplice a una sola stanza, aveva due piani separati da alcuni gradini.

Nella parte più alta vivevano e dormivano i componenti della famiglia, mentre nella parte bassa stavano gli animali durante la notte.

La porta era bassa e le finestre, una o due poste in alto, erano molto piccole, perché dovevano mantenere la casa fresca d’estate e conservare il caldo d’inverno.

Di notte la casa era illuminata con lampade ad olio, mentre per il riscaldamento veniva acceso un fuoco in una buca del pavimento.

L’agricoltura era praticata soprattutto in Galilea e lungo la valle del fiume Giordano.

I prodotti principali erano grano, orzo, vite, ulivo, datteri, fichi e melograni che rappresentavano la maggior risorsa del paese.

La produzione dell’olio e del vino era abbondante.

La pastorizia era altamente diffusa in Palestina; c’erano infatti molti pastori che pascolavano pecore e capre.

Le capre producevano molto latte, che veniva usato anche per produrre il formaggio, mentre la carne migliore era quella di pecora.

Le pecore infatti avevano un grande valore: erano importanti anche per la produzione della lana.

Nella cultura ebraica il lavoro intellettuale non era visto come fonte di guadagno e quindi ad eccezione di alcuni casi anche i sacerdoti e i maestri della legge esercitavano lavori manuali.

Anche Gesù con la sua famiglia ha vissuto umilmente, lavorando come tutti i suoi compaesani.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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Rossella Montemurro

Giornalista professionista materana. Laureata in Scienze dell’educazione, si è perfezionata in Bioetica e Terapia familiare e relazionale. Ha lavorato per Il Quotidiano della Basilicata – occupandosi dei settori “Cronaca” e “Cultura” -, Il Mattino di Foggia, Il Mattino di Puglia e Basilicata, il Roma e con la testata giornalistica online “Il mio TG”. Ha collaborato con le emittenti televisive “Antenna Sud” e “Lucania Tv”. Attualmente dirige la testata giornalistica online www.tuttoh24.info e collabora con la casa editrice Altrimedia. Nel 2004 ha pubblicato per Ediesse Edizioni “I giorni di Scanzano”. Il volume, nel 2005, ha ricevuto la segnalazione della Giuria del Premio letterario Basilicata. Nel 2010 ha pubblicato per BMG Editrice “Carabinieri a Matera. Tradizione e modernità al servizio dei cittadini”. La pubblicazione è stata autorizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2019 ha pubblicato per Altrimedia Edizioni “Calci e pugni sul tetto del mondo. Biagio Tralli, identikit di un campione” e nel 2021 "Ilmio tuffo nei sogni"

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