mercoledì, 17 Luglio 2024

“Tinder è pieno di persone che usano altre persone dopo essere state usate. È una giostra infinita. Che solo tu puoi fermare, scendendo.”

Il mondo di Tinder raccontato con la voce di una ragazza, Celeste, che quel mondo per un periodo lo ha frequentato davvero. Buttandosi anima e, soprattutto, corpo, in un catalogo quanto mai vasto di uomini, chi più chi meno problematici, tutti alla ricerca di una donna da portare a letto.

L’amore va nell’umido? Raccolta differenziata dei miei disastri sentimentali (Mondadori) è il nuovo, irresistibile romanzo di Daniela Delle Foglie che precisa come il romanzo sia in parte ispirato a fatti davvero accaduti.

Vulcanica nelle descrizioni dei “match” (quando su Tinder anche l’altra persona promuove la nostra foto, avviene un “match”, cioè l’app ci mette in contatto in chat ed è possibile scriversi) e dei fulminei “swipe” a sinistra (la foto viene bocciata), Celeste ripercorre in prima persona e senza peli sulla lingua i giorni trascorsi a usare Tinder per cercare un rimedio alla sua bassissima autostima.

Se le sue amiche hanno trovato l’anima gemella su Tinder, perché non provarci?

Fissata con il peso (che non è mai quello che dovrebbe essere), in lotta con il corpo e con un senso di svalutazione che non la molla mai, Celeste apre un profilo su Tinder. Così, in maniera compulsiva, per lei ogni match deve concludersi con un incontro e, sempre più spesso, finisce a letto con ragazzi che, oltre a essere perfetti sconosciuti, sono del tutto irrisolti, immaturi, complessati. Traditori seriali a caccia di conferme, depressi, disillusi o megalomani: questo vastissimo campionario non le impedisce – stanca, passati i trenta, di non avere un uomo accanto – di innamorarsi: “Per lui avevo perso la testa, decisamente, ma non nel modo  epico di cui parlano i film o le canzoni d’amore.

A differenza di quanto vogliano farci credere, perdere la  testa per un uomo non è un avvenimento importante. Nella vita di una donna è semplicemente routine. Nell’arco di trecentosessantacinque giorni può succedere un sacco di volte. 

Quando hai fame d’affetto, conferme, attestati di stima, considerazione: uno vale l’altro. 

Quando cresci con l’idea che solo un uomo possa completarti: uno vale l’altro.

Il problema è che spesso vuoi amore, ma lo cerchi nel posto sbagliato.

E spesso, molto spesso, desideri un uomo che metta la sigla approved sulla tua esistenza”.

Con un’ironia di fondo – cifra stilistica dell’autrice – che non lascia scampo, L’amore va nell’umido? è anche un’autoanalisi lucida di una ragazza dei giorni nostri alle prese con insicurezze e aspirazione. Se è vero che si ride tanto è anche vero che non mancano spunti per riflettere e immedesimarsi. Del resto nessuno è perfetto e ciò che di noi stessi ci crea disagio non è detto che sortisca lo stesso effetto in chi ci è di fronte.

Daniela Delle Foglie, nata a Bari nel 1983, è cresciuta tra Milano e Roma. È autrice e sceneggiatrice televisiva (ha scritto, tra le altre, la serie comedy Extravergine e le fiction Non dirlo al mio capo, Che Dio ci aiutiDon Matteo). Nel 2015 ha esordito per Mondadori col romanzo La felicità delle suore. Nel 2016 è salita per la prima volta sul palco di un locale romano per un open mic. Da quel momento ha cominciato a esibirsi come stand-up comedian in giro per l’Italia e ha partecipato ad alcuni programmi televisivi (Stand-Up Comedy su Comedy Central e Stati Generali su Rai 3).

Rossella Montemurro

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