giovedì, 25 Luglio 2024

Pensavamo si fosse ravveduta, che lo scotto pagato cinque anni prima per il legame a senso unico, decisamente “malato” con l’artista Hugo Rask fosse stato sufficiente a farle cambiare atteggiamento. Invece no. Ester Nilsson (donna di notevole intelligenza: è laureata in fisica e in filosofia, traduce, scrive per il teatro e per alcune prestigiose riviste scientifiche), ripiomba nell’incubo di un amore non corrisposto, di una passione unilaterale, di una (a tratti anche ironica) escalation di ambiguità e incomprensioni che la portano solo e sempre ad interpretare a modo suo il comportamento della nuova “preda”, l’attore Olof Sten. Comportamento che, comunque, non lascia spazio a dubbi. Olof, sposatissimo, è chiaro fin dal primo momento: non ha nessuna intenzione di lasciare la moglie e, forse, non è neanche tanto attratto da Ester come, invece, lo è lei da lui. Perché Ester è inflessibile: “(…) Se davvero ama una persona ottusa, amen. Se amava un caso intrinsecamente disperato, amen anche qui. A prescindere da tutto, Ester voleva amare Olof ed essere accettata da lui”. Così, in un crescendo di equivoci e di interpretazioni personalissime, Ester ha la certezza che il loro grande amore sarà presto palesato alla luce del sole. Lei è imbronciata e solenne, Olof ha “un atteggiamento quasi scanzonato di fronte alla situazione e all’amore insistente di lei”. Per un uomo, si sa, non è facile resistere alle avance femminili: ma mentre per Olof è un ripiego (lui ripete di amare la moglie), per Ester è la prova di una grande passione, soltanto momentaneamente ostacolata da un contesto poco favorevole per poterla finalmente esternare.
Senza responsabilità personale (edizioni e/o, collana Dal Mondo, traduzione di Carmen Giorgetti Cima) di Lena Andersson ricalca Sottomissione volontaria e ha per protagonista di nuovo Ester. In questo ennesimo colpo di testa si amplifica la sua capacità di spiegare, convincere e convincersi con ragionamenti che in apparenza non fanno una piega salvo scontrarsi con la realtà dei fatti: una donna accecata dall’amore e un uomo debole e vigliacco che di quell’amore riesce a prendersi ciò che più gli fa comodo, senza dare niente in cambio.
Del tutto inutili le richieste di consigli alle amiche – tanto ci sarà sempre qualcuna che individuerà un barlume di speranza in uno scenario stagnante. La storia con Olof andrà avanti per ben tre anni e mezzo, fra alti e bassi, addii e ricongiungimenti, fino al colpo di scena finale.
Se è vero, come è riportato in copertina, che “leggere questo romanzo è come scavare nella mente di un’amica intelligente e… infuriata” è anche vero che, alla fine, in questo spiacevole cliché prima o poi rimaniamo intrappolate tutte.
Lena Andersson è nata a Stoccolma nel 1970. Scrittrice, conduttrice di programmi radiofonici e giornalista, collabora con le principali testate svedesi (critico letterario per Svenska Dagbladet e columnist per Dagens Nyheter) e con la rivista Fokus. Nel 2013 le è stato assegnato il prestigioso Premio August nella categoria narrativa per il suo romanzo Egenmäktigt förfarande. Ha scritto anche Allvarligt talat (Detto seriamente, 2015) che si basa su un programma radiofonico con lo stesso nome che conduceva insieme ad altri scrittori, rispondendo alle domande esistenziali degli ascoltatori. Sottomissione volontaria(romanzo del 2013 che vinse l’August Prize, il più prestigioso premio letterario svedese) è stata la prima fra le sue opere a essere tradotta nel nostro paese.

Rossella Montemurro
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