“(…) Per la prima volta da molto tempo avevo una storia che mi agitava il sangue. Ed era bello ritrovare questa sensazione”.

Tina Portero, ancora affascinante a 44 anni, ha rimorchiato in un bar, si è fatta accompagnare a casa ed è stata assassinata. È accaduto a Los Angeles. Jack McEvoy – cronista di nera che ha saputo narrare le storie più sconvolgenti, sulle trace dei killer più efferati e, spesso, anche lui è stato a un passo dalla morte – è in cima alla lista dei sospettati: perché anche lui aveva trascorso una notte, una sola, con la vittima dopo averla conosciuta in un locale. Il suo nome gli inquirenti lo hanno trovato in un’agenda di Tina.

L’istinto da cronista – indagare per cercare fonti fino ad arrivare alla verità – prevale su tutto: McEvoy non pensa alle conseguenze e, nonostante sia la polizia sia il suo editore siano contrari, inizia un’indagine serrata e parallela. Sul filo del rasoio, avendo tutti contro. Ma è indispensabile per scoprire la verità e scagionare sé stesso dalle presunte accuse. Il suo fiuto non sbaglia, basta poco per scoprire che molto probabilmente la morte di Tina è collegata a quella di altre donne, selezionate dal killer sulla base dei loro tratti genetici. Sia la donna sia le altre vittime, infatti, si erano rivolte a una società specializzata in esami del DNA. Jack chiede aiuto a Rachel Walling, una sua ex che aveva lavorato all’FBI: insieme, immergendosi nella selva del dark web, si rendono conto di una realtà sconcertante, iniziando una corsa serrata contro il tempo. Il killer ha già scelto il suo prossimo obiettivo ed è pronto a colpire ancora.

“Per molto tempo, in passato, avevo detto che la morte era il mio mestiere.
Adesso sapevo che lo era ancora.”

La morte è il mio mestiere (Piemme, traduzione di Alfredo Colitto) è il thriller di Michael Connelly, una delle più grandi star della narrativa americana. Un noir adrenalinico, ricco di spunti, calato alla perfezione nell’attualità e in grado di tenere incollati dalla prima all’ultima pagina.

I lettori italiani lo hanno accolto con entusiasmo fin dal primo libro pubblicato, Debito di sangue da cui è stato tratto un film diretto e interpretato da Clint Eastwood. I lettori hanno poi imparato a conoscere il detective Harry Bosch, indimenticabile protagonista di molti suoi thriller, tra cui Il ragno, vincitore nel 2000 del Premio Bancarella. In anni più recenti, Connelly ha ideato un nuovo riuscitissimo protagonista, Mickey Haller, che svolge la sua attività dal sedile posteriore di una Lincoln, oltre che in tribunale, e che, nella riduzione cinematografica di The Lincoln Lawyer, ha il volto noto di Matthew McConaughey. Connelly è stato spesso in Italia, tra le presenze eccellenti di numerosi festival: il Festivaletteratura a Mantova, il Noir in Festival a Courmayeur, dove gli è stato conferito il Raymond Chandler Award, e il Festival Internazionale delle Letterature a Roma.
Nel 2016 è stata trasmessa in Italia la serie televisiva Bosch, di cui Connelly ha curato la sceneggiatura.
Tra i suoi ultimi romanzi pubblicati in Italia da Piemme: La strategia di BoschIl passaggio – che segna il ventesimo “compleanno” di Harry Bosch -, Il dio della colpa
Il passaggio che segna il ventesimo “compleanno” di Harry Bosch.
Questo nuovo, strepitoso thriller, subito balzato ai vertici delle classifiche americane e inglesi, segna il grande ritorno di Jack McEvoy: uno dei personaggi più iconici creati da Michael Connelly, già protagonista de Il poeta e L’uomo di paglia, due dei bestseller più apprezzati del Maestro del thriller. Connelly è già al lavoro per la sceneggiatura de La morte è il mio mestiere in vista della trasposizione cinematografica.

Rossella Montemurro

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