venerdì, 12 Luglio 2024

Il rosso, i comunisti, la Cgil: è con queste suggestioni che inizia La bambina che mangiava i comunisti (Vallecchi) di Patrizia Carrano, la storia dei formazione della piccola Elisabetta che “coltiva la rocciosa convinzione che prima o poi tutto andrà a posto: la mamma le ha spiegato d’essere sotto l’ala protettrice del Partito, dove nessuno resta indietro, nessuno è davvero solo”.

Siamo nella metà degli anni Cinquanta quando Elisabetta arriva a Roma ed è con il suo sguardo, curioso e al tempo stesso critico, che cattura un contesto quanto mai “colorito” del tempo. Artisti che mangiano a credito nelle osterie, ragazze che sognano Cinecittà, intellettuali che si interrogano se sia meglio essere fuori o dentro il PCI, mentre la mamma, comunista bella e irrequieta, è decisa a conquistare un posto di rilievo nella grande macchina organizzativa del Partito.

È con lei – una comunista anomala quando Elisabetta la sente ripetere: “Non sarò mai la compagna perfetta, che mette le lasagne rosse in tavola, bada al marito e ai figli e la domenica diffonde Noi donne” – che entrerà a Botteghe Oscure, aspetterà con pazienza che finiscano le riunioni in sezione, ne seguirà l’evolversi e le relative e inevitabili crisi, mangerà le lasagne rosse alla mensa della CGIL; artisti come Turcato e Mafai, poeti come Cardarelli, ma soprattutto passerà interi pomeriggi a Campo Parioli, fra gli accampati sui terreni destinati al futuro Villaggio Olimpico. 

In questo accattivante diario di bordo, la bambina intuisce, con le sole armi dell’infanzia, la fine di una collettiva sbornia politica che avverrà nel fatidico 1956, quando la neve imbiancherà Roma, crollerà il mito di Stalin, l’URSS invaderà l’Ungheria, ed Elisabetta compirà dieci anni.

Patrizia Carrano vive a Roma, giovanissima ha lavorato per il settimanale Noi donne, poi ad AmicaAnnaElleMaxPanorama e Sette. Per Rai 3 e Rai 1 ha raccontato oltre venti edizioni del Festival del cinema di Venezia. È stata una voce di Radio 2, dove ha narrato le donne del ‘900 in una trasmissione intitolata Amiche mie. Ha scritto una ventina di romanzi, quasi tutti con protagoniste femminili, da Stupro a Baciami Stupido a Illuminata – La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata nel mondo. Ha firmato come unica sceneggiatrice alcune fiction di grande ascolto nel prime time di Rai 1. I suoi libri sono tradotti in cinque lingue.

Rossella Montemurro

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