Ritmo, di ritmo ce n’è davvero tanto – travolgente. Ma, i contenuti sono quelli che poi spiazzano: perché se già con “NuovoContrordineMondiale” ci aveva abituati alla sua tendenza ad approfondire tematiche forti, dall’economia alla finanza alla politica, con “Imperfetto” il cantautore Giuseppe Povia conferma la sua capacità di analisi. Termini come Recovery Fund, Mes, Europa non solo sono tra i protagonisti quanto sono spiegati con cura in modo da poter essere compresi davvero da tutti perché Povia questo dono di rendere semplici anche le cose più complesse ce l’ha da sempre.

Del nuovo cd, tuttora in preparazione, continua a dare “assaggi” sulla sua pagina Facebook, premettendo – e un po’ anche andandone fiero – che sarà un disco imperfetto perché preparato in cantina e costituirà una sorta di sfida alla perfezione imperante che ormai caratterizza le nostre vite.

I brani di “Imperfetto” sono forti, destabilizzanti, trasversali.

Ci sono canzoni di denuncia e protesta, come “Fanc… il debito” – e bastano pochi versi per  intuirne il tono: “Fanc… il debito, più sanità, più sicurezza, più salute, più soldi più cure, meno soldi più sventure. C’è una notizia bella, i soldi si creano dal nulla e se servono per curare la gente bisogna ignorare i vincoli europei per queste emergenze.  E come? Come come? Facendo un deficit così possiamo curarci anche tutti insieme subito, creando subito lavoro, stanze, medici, infermieri, assistenti, medicinali, macchinari, ospedali, capannoni, qualunque cosa serva per salvare essere umani” – o “Tutto cambierà – “Tutto cambierà contro queste caste quando le masse non pagheranno più le tasse. Tutto cambierà nelle piazze con le masse come pazze tante razze con le mazze”: pensieri come scioglilingua, slogan rivoluzionari ma che prendono spunto da un esame attento della realtà contemporanea.

Ancora, “Torneremo Italia” (“Ridaremo all’Italia la sovranità, ridaremo alla gente dignità”: non una canzone populista, precisa il cantautore, ma un brano d’amore per l’Italia), “Italia ciao” e “Come Dio” (un tema eterno, per ricordare a chi lo ha dimenticato, che Dio non ha mai voluto e non vuole nessun tipo di guerra: “Il potere usa ciò che vuole il popolo per sottomettere il popolo, perché ciò che teme di più di un popolo è la sua consapevolezza e contro la ragione, usa la violenza”).

Poi, un brano che sembra una filastrocca e ha una base che ricorda Ivan Graziani: è “Brutto sogno”, un racconto in musica in cui vede la sua donna andar via e si sveglia, da solo, nel letto. Per fortuna lei è solo in cucina, sta preparando il caffè e lo raggiunge. Alla fine però si scopre che lei se ne è andata davvero…

Ma anche tante altre canzoni, tutte arrangiate in stile cantautorale, per un cd probabilmente imperfetto ma sicuramente sincero, come Povia: “Mi sento superiore a tante cose e persone, le guardo con strafottenza, specie quelle che criticano, mi fanno pena e tenerezza, sono l’immagine dell’inutilità sociale, utile solo a mantenere il mondo apatico e pauroso della sua ombra. Sbaglio tante volte ma nella vita posso dire con certezza che sono sempre un bambino che fa oh mentre c’è chi invece pensa quello che gli hanno detto di pensare, quella è la morte dell’anima, della personalità e del carattere”.

Peccato per il tour già pronto –  che per il secondo anno consecutivo, dopo il successo straordinario del DivertimenTour 2019, sarebbe stato targato Italia Eventi Srl sotto la guida e l’esperienza di Beppe Passarella e Ugo Valicenti – ma improvvisamente bloccato dal Covid-19. L’auspicio è che il prossimo autunno Povia possa andare in giro per i teatri e scuotere con le sue provo-canzoni.

Al momento è possibile prenotare “Imperfetto” scrivendo a giuseppepovia@vodafone.it

Rossella  Montemurro

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