giovedì, 25 Luglio 2024

Lunedì 25 ottobre alle ore 11.30 cerimonia di Donazione ed Esposizione al Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi dell’Opera del Maestro Stefano Bressani il “Sarto delle Stoffe”,

L’iniziativa, su impulso di Maria Anna Fanelli e Isa Maggi Referenti Regionale e Nazionale degli Stati Generali delle Donne, vedrà l’intervento e la partecipazione dell’arch. Annamaria Mauro Direttore del Museo Nazionale di Matera, di Patrizia Minardi Presidente Soroptmist di Matera, del Sindaco di Matera Domenico Bennardi, del Presidente della Provincia di Matera Pietro Marrese, dell’arch. Antonella Guida Coordinatrice Corso di Laurea in architettura dell’Unibas, di Paola D’Antonio Prorettrice all’inclusione dell’Unibas, dell’avv. Maria Pia Taraso Presidente Lavori Pubblici Comune di Pavia.

Cosa rende speciale un Artista agli occhi delle persone? Cosa lo rende diverso oltre la tecnica? Cosa fa di lui interessante dal punto di vista artistico nel suo panorama contemporaneo? Perché lui e non un altro?…

Spesso ci si pongono delle domande alle quali rispondere diventa assai difficile se non si conosce a fondo la materia, ma questa è la storia di un uomo che prima di essere Artista di mestiere, è stato da una vita Atista nell’animo.

Stefano BRESSANI ha scritto nel suo DNA un codice che probabilmente, nella sua esistenza e nella sua forma mentale di sperimentatore, lo ha trasformato dalla nascita in un essere puro e difficilmente attaccabile per il suo operato, per i suoi modi gentili e per il suo fare. Vulcano di idee, ha saputo con la fatica e il duro lavoro che nessuno gli ha regalato, ordinare una cronologia non costruita da altri ma divenuta illuminazione di un percorso scritto lentamente, con impegno e coerenza, giustizia e riverenza, in un mondo, il suo, dove gli è stato necessario guardare e apprendere con interesse con fare leonardesco per poi riscrivere la propria storia attraverso quella forte personalità che lo ha reso impavido di fonte alle difficoltà della vita.

Arte, significa per lui, nella più alta delle accezioni, inventare accompagnandoti per mano nel suo Mondo, sul suo Pianeta delle Stoffe, tra i solchi che dividono lande colorate e morbide di stoffa, tracciati con ordine, logica matematica e fisiologica su quei tessuti che attraverso le sue mani sanno trasformare persino la propria storia. E’ così che nella sua ricerca si ritrovano gli antichi sapori del passato che innovando raccontano il futuro passando dal presente. Il suo lavoro è la risultante matematica, limpida e lineare di un logico divenire di eventi atti alla cronologia sistematica di una progettualità che ne detta le conseguenze senza perdere il sapore sognante che ne fa di ogni stante, il Bressani che tutti si trovano davanti.

L’idea di trasformare un Luogo in un Progetto, di rilevarlo, tracciarlo, percorrerlo, viverlo, assorbirlo per poi scomporlo e rimetterlo insieme attraverso il proprio stile, nasce proprio a Matera durante un anno importante, che segna per Matera e per Bressani una altrettanto importante opportunità. La città assegnata ad essere capitale della cultura Europea e l’uomo premiato come “Illuminato” quasi a sottolineare l’importanza della luce, non solo per il suo percorso, quella necessaria a tradurne appieno la “matericità” dei suoi lavori.

Attraverso la circolarità e la vita delle materie prime e ai suoi utilizzi, che destano oggi l’interesse delle masse e rendono attuali i più alti principi per cui cono concepite, l’idea di Bressani è quella di rendere eterna la stoffa, che normalmente ha uno spazio di vita rilegato nel tempo, eterna. L’Arte, secondo la sua filosofia, ha il compito di farlo attraverso i concetti più sottili che, espressi dall’elemento “chiodo”, minimo denominatore di tutte le sue Opere, tiene salda le incoerenze che altrimenti, scontrandosi si allontanerebbero…

Lui crea, genera, dà vita a quel legame saldo e indissolubile che ne rappresenta il simbolo di unione, di nascita e rinascita, tra aspetti che mai più si allontaneranno. Testimone di tutto, una luna bianca, che non è oggetto illuminante ma un punto di fuga che permette di entrare uscire dalla sua fantasia, dal suo modo di vedere le cose, che per esser diverso a prescindere, per gioco, gioca con le ombre e scambia il reale da quello che diviene irriverente per la via accademica. Un modo il suo di segnare il proprio territorio, è il caso di dirlo, con il gioco dell’ironia profonda che spesso lo rappresenta.

Matera, attraverso le mani del Maestro, e la sua tecnica artistica di riconosciuta paternità internazionale, ha l’occasione oggi di arricchire la propria collezione con un pezzo d’arte che va oltre l’Opera. Il Progetto Skultocity di Stefano Bressani segna un caposaldo di una rassegna internazionale in continua evoluzione, genesi di un percorso nel quale l’artista, secondo la sua visione, vive il Luogo fondendosi con esso, interagendo con il suo “tessuto” sociale e restituendo attraverso il proprio lavoro dedicato il PEZZO UNICO.

Si tratta dell’Opera omnia, della dedizione alla situazione che racconta una storia attraverso i fatti realmente accaduti, ricordando ormai antichi titoli di storie che quasi non esistono più: le residenze d’artista, quelle vere, autentiche, fatte di scambio culturale concreto. Un potenziale potente di una nuova rilettura, che l’arte contemporanea ha il privilegio di regalare attraverso i suoi temi e restituire come un collettore, parte di una nuova rete, a chi ne sa cogliere la sensibilità. Un Progetto che si evolve attraverso l’interazione, mescolanza di chi guarda e chi vuol far vedere.

SKULTOCITY è un Progetto che coniuga l’Arte attraverso il turismo ed il commercio, parte di una rete di colorati tessuti capaci di trasportare in altri Mondi le persone che hanno desiderio di cultura, quella vera, quella fatta da persone che, come Bressani meritano di avere un puntatore sul Mondo con la missione di diffondere la bellezza, non del proprio operato ma ancor prima del proprio animo, caratteristica imprescindibile per chi l’Artista non lo fa ma lo è.

Nel 2019, la Città di Matera viene proclamata Capitale Europea della Cultura, il 24 e 25 gennaio gli Stati Generali delle Donne, riprendendo il viaggio già condotto da Expo Milano 2015 verso Matera 2019 Open future, viaggio che in questo 2021 è proiettato verso Expo Dubai 2021, organizzano e attuano un Convegno nazionale al quale partecipa anche Stefano Bressani premiato in quell’occasione tra gli “Uomini illuminati”

Proprio in quell’occasione nasce in Basilicata il PROGETTO SKULTOCITY del Maestro Bressani per omaggiare il territorio in segno di gratitudine ad una terra che egli reputa ricca di bellezza e pregna di natura viva. La sua nuova idea di ripercorrere la storia, partendo dal passato e trasformando la residenza d’Artista in un più consapevole e contemporaneo punto di incontro con le istituzioni per il grado della sostenibilità più gestibile, trova concreto riscontro per un valore culturale a 360°.

L’interazione tra l’Artista e il luogo, in pochi giorni di permanenza, genera lo scambio culturale biunivoco e unisce l’architettura con l’aspetto topografico in una nuova lettura contemporanea dal valore artistico prezioso. La traduzione attraverso il rilievo del luogo e la sua trasformazione in Opera, rendono la partecipazione dell’Artista un punto di fusione insostituibile; una ricerca dei sensi “immersiva” con la restituzione del colore come importante testimonianza di virtù.

Lo studio del territorio e la documentazione prodotta sono i maggiori coadiuvanti per la rilettura che, attraverso la firma e la tecnica, uniche nel loro genere, si palesano attraverso una forma reinventata del luogo in cui è possibile riconoscere ed estrapolare le diverse morfologie architettoniche. A rendere ancor più interessante l’aspetto dell’opera è la ricerca del significato, il gesto attraverso il quale si identifica il concetto principe di tutto il lavoro svolto nel luogo.

Matera, come è facile intuire e conoscendo la sua storia, ha trovato tra le corde di Bressani, l’elemento dell’acqua, che nella morfologia della città trova rifugio nel palombaro attraverso l’esemplificativo foro in cui la goccia che diventa icona e ne caratterizza fortemente il gesto attraverso il quale, scavando lentamente, la città si è formata.

Nell’Opera è possibile inoltre scorgere la sintesi dell’architettura che più ha destato interesse nella sensibilità del Maestro Bressani che, con un lavoro di taglia e cuci ha scomposto e riassemblato Matera, secondo le sue visioni, ponendo l’osservatore davanti all’opera fruitore di un gioco di ricerca e identificazione.

Il lavoro figurativo di Bressani, può essere letto attraverso la materia che egli usa gestire con la ricerca dei tessuti di abbigliamento provenienti da capi di vestiario finiti e reimpiegati attraverso una economia circolare, sapientemente preparati e confezionati per trovare nuova vita eterna attraverso l’arte. Trame e orditi dei tessuti vengono incastrati in un unico supporto, che ne rivela il lavoro dell’artista unico al Mondo, colorato e morbido gioco di concetti che tra le incoerenze trovano coesione attraverso l’iconico simbolo di unione: il chiodo, elemento concettuale che trova spazio senza alcuna valenza meccanica.

Matera: l’acqua che ha scavato per togliere in realtà ha costruito. Ecco la nuova incoerenza di un gioco che tra la testa dell’Artista e le sue mani non ha fine.

Per questo motivo piace pensare, davanti a quell’opera colorata e tanto materica a fare venire voglia di toccarla, che ci possano essere ancora strade da percorrere e nuovi orizzonti seppur rinchiusi in una cornice, perchè, e lo dice l’artista, dove si perde la forma si entra in un mondo astratto fatto di ombre e di luce, un Mondo, quello di Bressani, in cui la Luna non è punto illuminante ma un punto di fuga, un gate spazio temporale che unisce in continuazione il passato al futuro, passando dal presente, proprio in quell’istante in cui ci si trova innanzi le sue stoffe nel gioco di ritrovarsi come in un a mappa ridisegnata tra la fantasia e la realtà.

Il Progetto SKULTOCITY diventa ogni volta, per ogni luogo un vettore di marketing territoriale, che attraverso la traduzione grafica, genera inoltre l’immagine caratterizzante che può essere scaltramente desiderata per la promozione del territorio attraverso tutti suoi canali, e genera peraltro l’interesse turistico di scambio con altri luoghi in cui è stato sposato il progetto nel disegno di voler creare negli anni una rete di punti in cui ogni collettore possa generare uno scambio di interesse, anche quello della collezione.

Stefano Bressani ha reso, con questo progetto accessibile nuovamente una delle bellezze che legava gli artisti ai territori, uno “zip” contemporaneo sostenibile alla nostra veloce cultura di oggi.

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