martedì, 23 Luglio 2024

Oggi vorrei parlarvi di santa Caterina, una Santa che amo tantissimo.

Caterina nacque a Siena, probabilmente nel 1347, ventiquattresima dei venticinque figli del tintore Giacomo Benincasa e della seconda moglie Lapa Piacenti. 

A vent’anni, le apparve, con Maria ed altri santi, Gesù che le diede l’anello nuziale e, in una successiva apparizione, le chiese di dedicarsi al rinnovamento della Chiesa. 

Tutti ricorderanno che convinse il Papa, residente in quel momento ad Avignone, a tornare a Roma.

Gregorio XI tornò, ma poco dopo morì e divenne papa Urbano VI.

Tutti ricorderanno che un gruppo di cardinali impugnò l’elezione di Urbano VI, eleggendo un antipapa con sede ad Avignone.

Caterina, chiamata dal papa stesso, corse nel 1378 in sua difesa a Roma. Qui visse i suoi ultimi anni continuando la sua attività di pacificazione e di esortazione, e prodigandosi per il bene di tutti, come già aveva fatto a Siena. Morì a soli 33 anni, il 29 aprile 1380, col cuore spezzato dal dolore per non aver potuto vedere la fine dello scisma.

Ebbe una particolare attenzione per i malati, e con fermezza e dolcezza si fece mediatrice di pace tra le città e le famiglie in discordia.

Lasciò, come frutto maturo del suo pensiero, oltre al Dialogo della Divina Provvidenza, 382 lettere indirizzate a papi, religiosi, religiose e laici, 22 orazioni, 25 elevazioni scritte dai discepoli mentre era in estasi.

Sapete che Caterina era analfabeta?

Ai suoi discepoli diceva sempre: “Quando siete troppo distratti e occupati, fatevi una cella nel vostro cuore dalla quale non possiate mai uscire”.

La fama di cui è circondata fa nascere intorno a lei invidia e gelosia, ma lei si mantiene sempre umile e sottomessa in tutto.

E a pensare che noi ci lamentiamo sempre delle avversità e delle incomprensioni!

Nel 1375 riceve le stimmate, ed aveva solo 28 anni.

Non vi vengono i brividi a pensare che questa donna analfabeta diventa un personaggio pubblico nella Chiesa e nella politica?

È ambasciatrice nei contrasti tra Firenze e il Pontefice.

Caterina è consigliera del Papa.

Svolge varie missioni per rafforzare l’autorità del Papa e l’unità della Chiesa.

L’idea dominante del pensiero di Caterina è l’amore a Dio e, come conseguenza, il servizio ai poveri e alla Chiesa.

Nel 1461 fu canonizzata, nel 1939 proclamata patrona d’Italia e, nel 1970, dottore della Chiesa.

Ho voluto parlare di Santa Caterina perché il suo messaggio è valido ancora oggi, perché l’ordine sociale è fondato sull’ordine morale e il progresso umano e civile è conseguenza del progresso morale.

In questo momento di pandemia tutti vogliamo un’Italia migliore, più giusta, più onesta, dove ci sia maggiore solidarietà, dove sia più bello vivere.

Ebbene questo non è possibile aspettarlo solo dalle leggi e dai governanti, ma dobbiamo impegnarci tutti sul piano morale e rispettare il bene comune.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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