venerdì, 19 Luglio 2024

Tragedia di Nova Siri, disposta l’autopsia

La Procura della Repubblica di Matera ha disposto l’autopsia per Nicola Lasalata e Giuseppe Martino, i due vigili del fuoco materani di 45 anni deceduti nel pomeriggio di mercoledì 17 luglio a Nova Siri. L’incarico sarà conferito sabato 20 luglio a personale...

Oggi vorrei parlarvi di Carlo Acutis e vorrei farlo proponendovi una domanda: “E’ possibile diventare santo in così poco tempo?”

“Quali segreti può svelarci Carlo?”

Andiamo con ordine.

Carlo nasce il 12 maggio 1991 a Londra e muore il 12 ottobre 2006 di leucemia fulminante.

È venerato come beato ed è Patrono dei giovani e dei programmatori di computer.

Quali segreti ci può svelare il giovane Carlo?

Una cosa certamente: la santità non è una questione di tempo.

Si potrebbe passare tutta la vita nella corsa affannosa della santità, impegnandosi in una rigorosa ascesi, senza ottenere grandi risultati.

Carlo ci dimostra che la santità è un fatto di cuore, è un fatto di amore.

Carlo ci ha dimostrato che la santità è semplicità, è vita ordinaria vissuta in modo straordinario come direbbe San Giovanni Bosco.

La santità è una vita spesa avendo Gesù come modello di amore.

Riceve la prima Comunione a sette anni e tutti i giorni, dico tutti i giorni, non mancava mai all’appuntamento con la Santa Messa., fonte e arrivi della vita cristiana.

Infatti riflettendoci bene il segreto di Carlo era proprio questo: stare vicino al Tabernacolo prima e dopo la messa.

Passava alcuni momenti in dialogo con Dio, aprendo il suo cuore.

Sicuramente il dialogo era pieno di amore, pieno di gioia e pieno di pace.

È vero non tutti abbiamo il dono della preghiera contemplativa, ma Carlo ce l’aveva.

Questo dono preziosissimo di Dio lo ha sfruttato in modo mirabile vivendo il suo quotidiano con i piedi a terra e il cuore in cielo

Carlo è un laico impegnato.

Era un bravo studente e un figlio adorabile.

Leggendo la sua biografia si capisce subito che riusciva a coniugare interessi diversi: per prima cosa c’era l’insegnamento del catechismo.

Era impegnato nel volontariato e aveva una passione per l’informatica.

Era un amante degli animali.

Un ragazzo semplicissimo contraddistinto da un amore particolare per Gesù Eucarestia e la Madonna.

Veramente la sua vita è una grande testimonianza per noi.

Con la sua semplicità, con la sua fede ardente, con il suo cuore traboccante di amore ci dice con chiarezza che la santità non è per gli eletti, ma è per tutti.

A me piace tantissimo ricorda una frase che lui diceva spesso: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”.

Quanto è vera questa espressione!

In conclusione Carlo ci insegna che la vita è nelle nostre mani.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la Pastorale Scolastica

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