mercoledì, 17 Luglio 2024

Tragedia a Nova Siri, perdono la vita due Vigili del Fuoco

Stavano mettendo in salvo una famiglia che si trovava in un'abitazione minacciata dalle fiamme Nicola Lasalata e Giuseppe Martino, i due Vigili del Fuoco originari di Matera, che hanno perso la vita nel pomeriggio di oggi durante le operazioni di...

Oggi vorrei fare una riflessione sullo “stupore” e lo vorrei fare partendo una frase dello scrittore Mircea Eliade, noto studioso delle religioni.

“Essere uomo significa essere religioso e gli uomini sono religiosi perché sono intelligenti”.

Ma la fonte dell’intelligenza umana è lo stupore, cioè la capacità naturale dell’uomo di meravigliarsi di fronte al mondo che lo circonda.

Ma dove nasce la meraviglia?

La meraviglia nasce da tutto ciò che è inatteso, o meglio da tutto ciò che va al di là della propria immaginazione.

Così la bellezza della natura e dell’universo come ad esempio il cielo, il sole, le stelle, o tramonti, i monti, i laghi e i mari, suscitano sempre meraviglia: sono realtà che fanno pensare e riflettere sul trascendente, cioè su ciò che sta oltre è l’uomo con il suo stupore e la sua intelligenza.

Ma chi è l’uomo?

L’uomo è un essere che si meraviglia, un essere intelligente che si interroga e riflette.

E attraverso la meraviglia manifesta il desiderio di conoscere e scoprire i perché dell’universo e il senso della vita.

Guardando all’armonia del cosmo, al suo ordine e alla sua perfezione, inevitabilmente si chiede chi è stato a mettere ordine!

È tutto frutto del caso o forse esiste un essere superiore che ha ideato tutto?.

È evidente che mentre si meraviglia si interroga sulla bellezza della vita.

L’uomo fa anche l’esperienza della difficoltà e della fragilità della vita.

Sperimenta la gioia di vivere, ma anche la dolorosa realtà della malattia e della morte.

La Sacra Scrittura di ricorda che “la vita dell’uomo è come un soffio, passa in fretta come un sogno del mattino!”

Ogni uomo di fronte alle realtà misteriosa della vita, si chiede: Chi sono? Perché vivo? Da dove vengo? Qual è il mio destino? Perché c’è il male? Perché ci sono la sofferenza e la morte?

Queste sono le domande intime e profonde, cioè le domande fondamentali sul senso della vita che ogni uomo si fa in modo consapevole o inconsapevole.

Ma che cosa è il senso religioso?

Il senso religioso è la naturale intuizione di Dio che, lungo la storia, ha dato origine alla religione.

L’uomo attraverso la riflessione sul senso della vita è arrivato a comprendere che non esistono sono le cose materiali e visibili, ma ha intuito l’esistenza di una realtà spirituale e invisibile che è al di là del nostro sguardo: un essere grande e potente, che dà la vita.

Un essere infinito e misterioso chiamato Dio.

Pertanto, la ricerca del senso della vita è in realtà la ricerca di Dio, quella ricerca che esprime il senso religioso di ogni uomo e che Sant’Agostino chiama nostalgia di Dio, ossia la nostalgia delle proprie origini, che sono in Dio creatore.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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