mercoledì, 24 Luglio 2024

E’ stata affidata al prof. Giuseppe Cassano, la analisi di scenario sul tema “Intelligenza artificiale e Pubblica Amministrazione: prospettive ed opportunità”, convegno tenutosi a Roma, nella sala Spadolini del Ministero della Cultura. Per una pubblica amministrazione smart occorrono oltre 1 miliardo di euro, ma le risorse stanziate oggi per la formazione di chi lavora nella Pubblica Amministrazione sono appena 150 milioni: è la stima che FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche ha presentato durante l’evento “Intelligenza artificiale e Pubblica Amministrazione: prospettive ed opportunità”, alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Cassano, Professore di Diritto Civile e Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale e Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’European School of Economics, Walter Rizzetto, Presidente XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati; Antonio Dorrello, Vicedirettore e Capo Divisione Risorse dell’Agenzia delle Entrate; Sergio Gianotti, Head of Italy e Public Sector di Amazon e Michele Russo, Customer Success Account Director di Microsoft. In alcune studi – dice il prof. Cassano – si sono analizzati la maggior parte dei lavori che sono stati precedentemente identificati come “esposti” all’IA, o a rischio di essere persi a causa dell’IA, specialmente nel campo della visione artificiale. I ricercatori hanno quindi esaminato gli stipendi pagati ai lavoratori che attualmente svolgono questi lavori e hanno calcolato quanto potrebbe costare introdurre uno strumento automatizzato al loro posto. Ad esempio, un dipendente di un negozio potrebbe attualmente essere responsabile di controllare visivamente l’inventario o garantire che i prezzi indicati in tutto il negozio per determinate merci siano corretti. Una macchina addestrata nella visione artificiale potrebbe tecnicamente svolgere questo lavoro  ma in questa fase sarebbe ancora più conveniente dal punto di vista economico per un datore di lavoro pagare un lavoratore umano per farlo. L’interferenza dell’IA nei posti di lavoro sarà probabilmente più graduale che improvvisa. Ciò potrebbe significare che i responsabili delle politiche, i datori di lavoro e persino i lavoratori stessi possono iniziare a prepararsi e adattarsi al meglio a questi cambiamenti imminenti.

Più in particolare, per far decollare la digitalizzazione, condizione di base per far entrare l’IA nelle PA è fondamentale che si miscelino professionisti tecnici con informatici, che si creino funzionari capaci di fornire dati e impulsi a programmi anche predittivi. 

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