sabato, 20 Luglio 2024

Sabato 15 giugno alle ore 17:30, nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, la melodia della Polifonica Rosa Ponselle, in concerto vocale e pianoforte, diretta dal maestro Giuseppe Ciaramella, e il dialogo sulla storia di Matera che intesserà Antonella Carbone con Francesco Niglio, autore del volume “Matera. Le Radici e la Memoria”, Editore dei Merangoli.
Il volume “Matera le radici e la memoria”, strutturato in tre parti, racconta la Matera dei primi due decenni successivi alla tragedia della II Guerra Mondiale. E’ la Matera ancora segnata dalla sua identità di “città contadina”, con i due crateri storici ancora brulicanti di vita. La comunità dei Sassi è guardata nelle sue componenti culturali e abitudini di vita, nelle sue relazioni con la città del piano, nelle sue credenze magico-pagane, cristiane, nella cultura dei vicinati, luoghi di solidarietà sociale, luoghi anche di rancorose diffidenze e gelosie.
Sono i Sassi delle “mattinate, delle laudate, della serenate, del canto accorato del pastore che parte per la sua “quindicina”, i Sassi attraversati, già prima dell’alba e al tramonto del sole, da lunghe teorie di carri agricoli, i Sassi delle grotte ove si amava, si moriva, si gioiva in compagnia del mondo animale. Sono i Sassi di quella umanità contadina, pastorale e artigiana con la quale nei secoli si è festeggiata la Madonna palladio della città di Matera: la Bruna e la grande festa del 2 luglio!
Sono i Sassi, i contadini, la città della Bruna, raccontata da Marcello Morelli e da Carlo Levi. Sono anche i Sassi ove vivevano famiglie di artigiani di elevate capacità artistiche: nel libro, la ricostruzione dell’avventura umana e artigiana di famiglie di cartapesta, decoratori, pittori, manipolatori d’argilla, impegnati nella costruzione dei Carri trionfali della Bruna. Sono i fratelli Pentasuglia, i fratelli Epifania e i fratelli Niglio, di cui si pubblicano bozzetti e manufatti, si tracciano i profili umani, si dà memoria delle opere compiute all’interno della comunità cittadina.
Pagine d’amore sono dedicate ai ricordi legati al colle di Picciano, alla festa contadina e pastorale della prima domenica di maggio, ai manufatti fischianti (Cucù e fischietti) che vi si vendevano, a un tempo di innocenza religiosa. Cinque racconti brevi punteggiano il quadro storico di cui s’è detto: Lo Scarparicchio, La Masciara, Le serenate di Via Pennino, Un frate mancato, Un Rigoletto all’Impero, una sorta di sintesi e fantastica evasione letteraria, di quanto si racconta della città, dei suoi Sassi, delle sue radici.
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