“(…) La resistenza al sisma non è legata all’ancoraggio sul terreno, al senso dell’inamovibile, ma al contrario alla flessibilità, alla capacità di un edificio di oscillare e assecondare il movimento della terra e dell’Etna? E non è cosí anche nei rapporti? La ricetta è la flessibilità!”.

Incontrarsi ogni giovedì sera tra amici e parlare, alla soglia dei sessant’anni provando a non sentire l’età che, implacabile, avanza. Legami nuovi che lasciano alle spalle divorzi, legami sbilanciati, confessioni, confidenze, pettegolezzi: Elvis (Elvira), in prima persona, fa resoconti dettagliati ne I segreti del giovedì sera (Einaudi, I Coralli), il nuovo romanzo di Elvira Seminara.

Un collage di storie che in qualche modo ruotano attorno ai legami affettivi di uomini e, soprattutto donne, non più giovanissimi ma neanche anziani: se la freschezza di un nuovo amore o un abito particolare entusiasmano e caricano, basta confrontarsi con un gruppo di  ventenni o specchiarsi per caso in una vetrina per gettarsi addosso dubbi e sconforto, con una consapevolezza (come sottolinea Mauro): “Abbiamo tutti due vite, la seconda comincia quando capisci di averne una sola”.

Elvis, Sophia, Olivia, Miriam, Mauro, Cesare ed altri rappresentano quel limbo spesso contrassegnato da incertezze e nuovi inizi, quella zona dai contorni indistinti in cui arrivano inevitabilmente i bilanci, le scelte drastiche e ci si ritrova a fare i conti con altre problematiche.

Tra poco non avranno più cinquant’anni, e usciranno per sempre dall’età di mezzo per entrare in un territorio nuovo. Cosí, tra amori che nascono o franano, ansiolitici e aperitivi, cercano di varcare quella soglia labile e miracolosa saltandoci sopra come in una giostra, decisi a non scendere sin che dura il fiato – o il vino. La loro vita a dirotto si riflette in un dialogo inesauribile, impudico, che ci vede coinvolti tutti, nella stessa risata e nella stessa paura: congedarsi senza preavviso dall’unica giovinezza che ci è stata assegnata senza aver capito cosa ci aspetta.

“(…) hai trent’anni che durano un anno, e quest’anno è tutto ciò che abbiamo prima che sia troppo tardi, poi faremo sessant’anni e avremo paura di noi, io non ho mai avuto trent’anni come adesso, a trent’anni mi sentivo vecchio, pensavo solo a lavorare, al mutuo e a mio figlio,
non avevo paura del domani, ne ho piú adesso, perché c’è troppo domani, trent’anni ancora da qua a novanta, e poi saremo soli, completamente soli. Lo capisci che non possiamo fermarci (…)”.

Ambientato in una Catania con tutte le sue contraddizioni (“Faceva caldo. Un caldo strano e spugnoso di tipo sintetico, sudavi e rabbrividivi – ma questa da sempre è Catania, indossa l’estate sotto l’inverno, il prendisole sotto il cappotto, non c’entra il buco dell’ozono”), I segreti del giovedì sera, aldilà degli argomenti talvolta seriosi, ha uno stile leggero, ironico e scanzonato. È nel complesso un bel romanzo che mette in luce la penna brillante della Seminara.

Scrittrice e giornalista, La Seminara ha pubblicato per Mondadori L’indecenza (2008), per Gaffi editore I racconti del parrucchiere (2009), per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013), per Einaudi Atlante degli abiti smessi (2015). I suoi testi sono tradotti in diversi paesi. Vive tra Aci Castello e Roma.

Rossella Montemurro

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