sabato, 13 Luglio 2024

Droga dall’Albania al Sud Italia, per poi finire sulle piazze di spaccio della costa metapontina, in particolare tra Tursi e Policoro.

È quanto emerso dall’operazione Metalba che, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, ha portato all’arresto di 18 persone, di cui 7 in carcere e 11 ai domiciliari.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il modus operandi dell’organizzazione, specializzata nel traffico di stupefacenti sull’asse Albania-Metapontino. Venivano utilizzati stranieri che, insediatisi nella provincia di Matera, erano in stretto contatto con la nazione d’origine per l’approvvigionamento della droga.

Come fornitori, gli stranieri indagati permettevano l’ingresso sul territorio italiano delle sostanze che venivano spacciate capillarmente anche in concorrenza con altri gruppi criminali.

I Carabinieri del Ros e della Compagnia di Policoro hanno eseguito delle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Potenza, nei confronti delle 18 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di aver fatto parte di una associazione dedita al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, in particolare eroina, cocaina e marijuana.

Il territorio interessato è quello delle province di Matera, Potenza e Cosenza ed il periodo temporale investigato parte dalla fine del 2017 fino ad arrivare al mese di dicembre 2019.
Le indagini, delegate ai carabinieri del R.O.S. e della Compagnia di Policoro, sono state sviluppate – partendo dalle dichiarazioni raccolte dalla DDA di Potenza da una collaboratrice di Giustizia di nazionalità albanese – attraverso riscontri investigativi complessi quali pedinamenti, intercettazioni, sequestri di sostanza stupefacente, perquisizioni, ecc — che hanno evidenziato, ancora una volta, come il materano, e in particolare la sua fascia ionica, sia il territorio della Basilicata in cui la presenza del crimine organizzato è più asfissiante.

L’operazione, per la quale sono stati impegnati 100 Carabinieri collaborati da unità cinofile del Nucleo di Tito Scalo e con il supporto di un elicottero del VI Nucleo Elicotteri di Bari, ha interessato le province di Matera, Potenza, Cosenza, Lecce, Udine, Parma e Trapani.

Oltre alle persone raggiunte dell’ordinanza, sono indagati altri 17 soggetti per il solo reato di spaccio di stupefacenti. L’organizzazione si reggeva sul coinvolgimento del gruppo “Russo”, già parzialmente decimato dall’operazione “Rusca” conclusa con gli arresti del 4 ottobre 2018, che hanno interessato anche altri sodalizi.

Nel corso dell’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri hanno trovato dello stupefacente, ma anche uno scanner utilizzato per segnalare la presenza di microspie, a dimostrazione del sofisticato livello organizzativo del sodalizio che aveva costante necessità di proteggere le sue attività illecite dalle indagini in corso.

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