In questi giorni di lockdown mi sono incuriosito su come, nei duemila anni di storia della Chiesa, i Papi hanno affrontato le epidemie, il più delle volte la peste.

La storia riporta in  modo particolare tre casi: due verificatisi a Roma e uno ad Avignone.

Il primo caso avvenuto nel 590 a Roma fu la peste di Giustiniano.

Nel novembre 589 una spaventosa inondazione del Tevere aveva messo in ginocchio Roma: le case e soprattutto i granai posti sulla riva sinistra del fiume furono distrutti. A tale catastrofe era seguita un’epidemia di peste che nel febbraio 590 uccise papa Pelagio II.

Il suo successore, Gregorio Magno, convocò una processione per chiedere l’intervento divino e la fine della peste

Furono sette i cortei che si mossero da diverse aree della città per convergere sulla basilica di Santa Maria Maggiore.

Nel corso della cerimonia apparve sulla cima dell’allora Mole di Adriano, oggi appunto Castel Sant’Angelo, l’Arcangelo Michele nell’atto di rinfoderare la spada, segno della fine della pestilenza. Che, per l’appunto, terminò.

Il secondo episodio riguarda la peste nera che decimò l’Europa tra il 1347 ed il 1353: la storia ci dice che i morti furono milioni.

Siamo quindi nel periodo della Cattività Avignonese tra il 1309 e il 1377 e Papa Clemente VI – che regnò dal 1342 al 1352 – si trovava ad Avignone, pubblicò due bolle in difesa degli ebrei, accusati di essere gli untori dell’epidemia.

Il terzo episodio riguarda un’altra violenta epidemia di peste che scoppiò a Roma nel 1656.

Alessandro VII era Papa da un anno e si spese con tutte le sue forze per arginare il contagio.

Il primo provvedimento che prese fu quello di chiudere le porte della città e la chiesa di Santa Maria in Portico.

In questa chiesa infatti i romani accorrevano perché era conservato l’immagine di Santa Maria in Portico.

La chiesa di Santa Maria in Portico – oggi Santa Maria in Campitelli – è uno dei santuari Mariani più antichi di Roma.

Fu realizzato dall’architetto Carlo Rainaldi allievo di Bernini, sul luogo dove esisteva una precedente chiesa intitolata a Santa Maria in Portico in Campitelli, consacrata nel 1217.

La costruzione fu voluta da Papa Alessandro VII nel 1660 come esecuzione di un voto fatto al popolo romano, per conservarvi l’immagine della Madonna in Portico che i romani, minacciati dalla peste, erano soliti pregare; infatti ad essa si attribuì la cessazione della peste nel 1656. (In copertina Largo Mercatello a Napoli durante la peste del 1656 di Micco Spadaro)

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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