martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

Sarà inaugurata il 28 giugno alle 18 al  Museo MAXXI di Roma (Italia) la mostra “Domenico Notarangelo. Era come entrare nelle cose. Fotografie della civiltà rupestre” a cura di Francesco Cascino con direzione artistica e archivio di Giuseppe Decio Notarangelo e con il sostegno della Fondazione Pino Pascali (Puglia).

La mostra si compone di 44 fotografie selezionate, su oltre 100mila costituenti l’archivio, quasi tutte rinvenute dalla famiglia dopo la sua scomparsa nel 2016, scattate da Domenico Notarangelo – giornalista e dirigente politico pugliese, materano d’adozione – nei luoghi identitari di Puglia e Basilicata in 50 anni di ricerca sociale e culturale. Immagini di persone nella loro quotidianità, di riti ancestrali, di feste, di manifestazioni e di lavoro nei campi. Fotografie che ci trasportano in una cultura nascosta attraverso un’indagine poetica e di originale Neorealismo.

Un ritratto angolare, raffinato e profondo degli eredi della civiltà rupestre che hanno messo al mondo utensili, mobili, oggetti, muretti, ovili, abitazioni e poi intere città dalla forma urbis rupestre, appunto, partendo dalla morfologia della natura e dal rapporto tra corpo umano e territorio, consentendo la nascita dell’agricoltura e di tutte le altre attività umane utili al sostentamento in armonia con il contesto. Molto prima della civiltà contadina.

Una riflessione attiva sulla memoria e sulla capacità degli invisibili di ogni tempo, compreso il nostro, di costruire valore, produrre ricchezza sostenibile e consegnare a noi il mondo intatto. Il ritratto della bellezza non effimera, l’eros stesso della vita: volti, sguardi e sorrisi somiglianti alle forme della pietra che, attraverso migrazioni geologiche e umanistiche inarrestabili, tramandano sapere millenario dando forma al design, al lavoro e all’arte di vivere come li conosciamo oggi.

La mostra al MAXXI è un’immersione autentica, fisica e metafisica nel nostro Sud Italia e nella sua componente magica, etica ed estetica che l’ha caratterizzata. Un’esplorazione nell’anima di luoghi, cose e persone fatta per immagini da contemplare per sempre, e che sembra ci scrutino con la loro intensità, raccontata anche nel film di David Grieco “Notarangelo ladro di anime”, prodotto e distribuito da Jumping Flea e Istituto Luce e andato in onda su Sky Arte.

La mostra, dal 28 Giugno al 3 Settembre 2023, è frutto di un intenso lavoro di ricerca e approfondimento scientifico strutturato con professionisti e amici: i figli di Domenico Notarangelo, Giuseppe, Mario e Antonio; l’Archivio Notarangelo e l’Associazione Pasolini di Matera; la Regione Puglia con Aldo Patruno, Direttore Generale del Dipartimento Cultura e Turismo e Mauro Paolo Bruno, Dirigente Sezione Sviluppo e Innovazione; con Stefano Zorzi, Presidente della Fondazione Pino Pascali, Giuseppe Teofilo e Susanna Torres, rispettivamente Direttore e Coordinatrice dei progetti europei; il Museo MAXXI con Alessandro Giuli, Presidente e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI ARTE, che ci sono stati vicinissimi dal primo istante facilitando al massimo ogni aspetto strategico e burocratico anche attraverso il loro straordinario team: Lucia Urciuoli, Viola Porfirio, Beatrice Fabbretti, Flaminia Persichetti e Prisca Cupellini; la Regione Basilicata con Giampiero Perri; la Provincia di Matera con il Presidente Piero Marrese; l’APT Basilicata con il direttore Antonio Nicoletti; Massimo Maggio, Head of Wide Group SpA; il Network Cascino Progetti e tutti gli sponsor.

Allestita presso il Corner del MAXXI all’ingresso del complesso culturale romano, la mostra contiene, oltre alle 44 fotografie di Domenico Notarangelo, un mediometraggio del regista Francesco Dongiovanni su uno dei riti apotropaici più famosi del Sud Italia, Il Maggio di Accettura, che ha digitalizzato i filmati in Super8 realizzati dallo stesso Notarangelo nei primi anni ’70. Una visione originale e potente che va ben oltre sia il folklore, sia il documentario, arrivando a raccontare radici e simbolismi ancestrali. Non c’è nessun riscatto da ottenere, semmai c’è da rivolgere lo sguardo alla preziosità di certe culture molto sottovalutate che invece sono vitali per la nostra contemporaneità.

Il catalogo, bilingue italiano/inglese, con i testi di Francesco Cascino, Giuseppe Notarangelo, Goffredo Fofi, David Grieco e Diego Mormorio, è disponibile anche presso il bookshop del MAXXI.

La mostra è a cura di Francesco Cascino, Art Consultant e Curatore, che con Domenico è cresciuto quando viveva a Matera e lo ha considerato come un padre, così come suo padre, Michele Cascino, politico e intellettuale di riferimento in regione, ha trascorso i suoi anni felici in amicizia e dialogo quotidiano proprio con Domenico.

Giuseppe Notarangelo, il figlio di Domenico, è il Direttore artistico e grande animatore di questa mostra, da lui voluta e costruita senza sosta per due anni insieme a Francesco.

Praticamente di padri in figli.

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