martedì, 16 Luglio 2024

Le narrazioni di Piperno sono mitiche: il lettore lo trascina nelle sue digressioni, lo lascia sospeso, lo avvicina a disvelamenti in grado di dare nuovi significati. Il suo è uno stile raffinato che rifugge qualsiasi banalità o banalizzazione e leggere i suoi romanzi arricchisce, sempre, sotto tanti punti di vista.

Accade anche in Di chi è la colpa (Mondadori) dove protagonista e io narrante è un ragazzino, figlio unico di una professoressa di Matematica di un liceo di Roma e di un rappresentante di elettrodomestici senza molta fortuna nel commercio. È una coppia piena di debiti, male assortita, che passa il tempo a litigare in continuazione. I due si riempiono di insulti mentre il figlio ascolta, impotente. Introverso di suo, con problemi a scuola, ha imparato presto a essere autosufficiente e ad avere la musica come unica forma di evasione. La sua è una famiglia tendenzialmente chiusa in cui, genitori a parte, sembrano assenti le altre figure che di solito vi gravitano attorno, ad esempio nonni, zii, cugini. Figure che verranno fuori – fisicamente o evocate da ricordi – durante una cena a casa di parenti materni, persone che il ragazzino non aveva mai sentito nominare prima.

La famiglia Sacerdoti, di fede ebraica e dal tenore di vita molto molto alto, farà così irruzione in quel microcosmo ovattato e disfunzionale e causerà una serie di colpi di scena che riscriveranno (o forse è meglio dire scriveranno, ai suoi occhi per la prima volta) un passato sul quale la madre era stata priva di dettagli.
Di colpo conosce parenti sui generis, su tutti zio Gianni, celebre giurista e principe del foro, e ne rimane da un lato soggiogato da un lato intrigato: perché davanti gli si apre un mondo che non aveva mai neanche lontanamente immaginato.

“Ogni cosa che avevo intorno contribuiva a farmi sentire un mortale accolto alla mensa degli dei. Sebbene avessi capito meno della metà delle cose che mi aveva detto, non ero rimasto insensibile alle lusinghe e all’entusiasmo. Il fascino della diversità rivendicata, dell’appartenenza esclusiva. Il richiamo del clan. L’orgoglio della condivisione. E i soldi, certo. Perché negarlo? La promessa di viaggi esotici, di un posto in tribuna allo stadio, di una casa sontuosa come questa, di una vita finalmente piena, ricca di opportunità. Zio Gianni aveva avuto la scaltrezza di allettare, con la prospettiva di far parte di una famiglia numerosa e prospera, un ragazzino che ne doveva gestire una asfittica, in perpetuo conflitto, appesantita da difficoltà finanziarie. Che lotta impari! Tutto questo era attraente sì, ma anche parecchio minatorio. Abbastanza da spingermi a ripudiare mio padre? A tradirlo, mollando la vecchia vita per la nuova? No di certo, o almeno non ancora.”

Personaggi affascinanti, viaggi – memorabile quello a New York –, le scuole migliori, la passione per la letteratura per far colpo su una cugina amante dei romanzi vittoriani. Cambia tutto ma rimangono le ipocrisie, le miserie, i rancori: perché ogni famiglia ha i propri.

Ipocrisie, miserie, rancori e infelicità pensava di esserseli definitivamente lasciati alle spalle, ma dovrà prendere atto che si tratta di veleni che infestano tutte le famiglie. Impossibile salvarsi.

Colpe, bugie, omissioni, vittime e carnefici in una girandola dai contorni sfumati: è questo in sostanza il sottotesto del romanzo di Piperno. Di chi è la colpa è intrigante e coinvolgente, confermando una penna sublime, quella di uno dei più grandi scrittori italiani.

Alessandro Piperno è nato a Roma, dove vive, nel 1972. Insegna letteratura francese a Tor Vergata. È curatore della collana “I Meridiani”. Collabora con il “Corriere della Sera”.
Nel 2005 ha pubblicato per Mondadori Con le peggiori intenzioni, il suo primo romanzo, vincitore del premio Campiello Opera prima. Nel 2010 è uscito da Mondadori Persecuzione (che in Francia è stato finalista ai premi Médicis e Femina e ha vinto il Prix du meilleur livre étranger) e che insieme a Inseparabili (premio Strega 2012) dà vita al dittico dal titolo Il fuoco amico dei ricordi. Nel 2016 è uscito Dove la storia finisce.
È autore inoltre di vari saggi.

Rossella Montemurro

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