Quattro storie distanti nel tempo e nello spazio eppure vicinissime. A far da collante, la voce in prima persone della narratrice che, durante il lockdown trova il tassello mancante di un romanzo scritto più di dieci anni fa, da raccontare ancora “per far passare la strana notte che è appena iniziata”.

“In un territorio sconfinato bisogna creare una mappa, un percorso, un orientamento. Ma sul mare non ci sono strade né punti di riferimento. Ci sono solo onde e maree, bonacce correnti e vortici. Solo le stelle possono indicare una direzione”.

È sempre attualissimo Da dove viene il vento. Il nostro viaggio nel cuore della notte (La Nave di Teseo) di Mariolina Venezia, una lettura complessa che si ispira al testo profetico degli antichi Maya, il Chilam Balam, secondo il quale il tempo si estende avanti e indietro, gli eventi del passato e del futuro coincidono, formando un’unica storia che si ripete. È il destino dell’umanità che si realizza in ogni essere umano venuto alla luce, legato attraverso fili misteriosi a tutti i suoi simili.

“Dormo, mi sveglio, mangio, qualche volta vado al supermercato. In assenza di punti di riferimento il tempo si dilata in un unico istante senza confini. Anche i miei confini personali si assottigliano. Sono me stessa, e insieme qualcun altro. – scrive la Venezia – Quella di prima, quella di ora. Femmina, maschio. Bambina, giovane, vecchia. L’esperienza non mi è nuova, non completamente. Sono una scrittrice. Credo di poterlo dire, più che altro perché scrivendo passo la maggior parte della mia vita. E ultimamente mi pesa. Perdere di vista gli altri. Le cose, le esperienze. Isolarsi per tuffarsi nel proprio mondo. A che serve?, mi chiedo da un po’. A vivere di più? O di meno? Eppure, da quando è stato proclamato lo stato di emergenza, la mia condizione è quella di tutti, mi consolo, mentre mi concedo un’ora d’aria nelle strade deserte. Si è raggiunta una sorta di allucinante normalità”.

Spicca la storia di Dora, nel 1977 studentessa all’Università di Padova dove incontra quello che sarà il suo grande – e tormentato – amore, Salvatore. La loro è una relazione piena di contraddizioni, per Dora Salvatore è una dipendenza come per lui lo è la droga. I due si lasciano per poi incontrarsi nel 2000 quando sono ormai due persone diverse, in una Padova profondamente cambiata come del resto tutta la Penisola.  Dora e Salvatore ricominciano a frequentarsi in un rapporto ossessivo e malato: “La speranza, ago della bussola orientato verso la felicità, è un’illusione per qualcuno, una promessa per altri. Partecipa dell’intensità e della cecità dell’amore, della tenacia dell’invidia, della megalomania dell’orgoglio”.

Le vicende di Dora e Salvatore si intrecciano con quelle del berbero Idir, clandestino in Italia, i loro pensieri entrano in risonanza con quelli di un astronauta sospeso nello spazio, mentre sotto di lui il suo paese cessa di esistere. E con quelli di Cristoforo Colombo, che con la sua scommessa ha cambiato il mondo.

Sullo sfondo, i tratti salienti degli inizi del nuovo millennio, le torri gemelle, la guerra all’Iraq, la crisi delle borse, antefatti della pandemia del 2020. Quest’ultima con tutta la sua irruenza, come scrive la Venezia: “Dentro di me qualcosa sta per cedere. Ogni mattina innaffio le piante, anche quando non mi va. Dora, Colombo, Idir, l’astronauta, mi fanno compagnia. I loro pensieri più nascosti, gli affetti, i gesti segreti, sono div diventati i miei. Vorrei aprire la porta e uscire di casa, andare al mare, correre, stare sotto il sole. O arrampicarmi sugli alberi come facevo da bambina.”

C’è un intimismo profondo, in questo romanzo, che va oltre ogni aspettativa: perché racconta di tutti noi.

Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma, dove lavora per teatro, cinema e televisione. Autrice di alcune raccolte di poesie pubblicate in Francia, nel 2007 ha vinto il premio Super Campiello con il romanzo Mille anni che sto qui, una saga familiare ambientata nel Sud d’Italia. A partire dal 2009 ha pubblicato la serie di gialli che ha come protagonista il sostituto procuratore Imma Tataranni, poi adattati in una serie TV di successo per Rai1.

Rossella Montemurro

Pubblicità
Pubblicità