giovedì, 25 Luglio 2024

“Ho fatto un disco solista (Mi ero perso il cuore, ndr) che è uscito a giugno 2020, la persona che collaborava con me per aiutarmi a far sì che le mie canzoni fossero trasmesse da qualche radio (faccio musica completamente fuori dalle orbite di ciò che è mainstream), mi disse: “I dj programmeranno soltanto musica che fa dimenticare alla gente il Covid”. Io non appartengo a questa categoria di persone. Sono talmente sganciato da questa visione per cui c’è la necessità di allontanarsi dai problemi, sganciarsi dal problema, far finta che non ci sono problemi, andare a ballare sulla riva del mare… Faccio parte di quelli che empatizzano con la problematica e la vivono, non mi sono fatto incantare dall'”andrà tutto bene”. Mi sembrava che non c’erano le prerogative”.

Diretto, impegnato, responsabile: il cantautore Cristiano Godano, frontman dei Marlene Kuntz non ha timore nel sottolineare, senza mezzi termini, di non far parte “dell’umanità che fa finta di niente, convinta che una musica spensierata possa farci dimenticare tutto”.

“Non possiamo più tornare indietro, probabilmente siamo già incamminati verso la distruzione della razza umana. Penso che il cambiamento climatico è ineluttabile eppure c’è il 90% dell’umanità che sembra non voler affrontare questa cosa. Secondo me tra quindici, vent’anni noi saremo anziani e patiremo davvero i 45 gradi che ci saranno”.

Scomodo – per qualcuno – ma assolutamente realista nelle sue dichiarazioni come nei testi dei brani che lo scorso 13 agosto ha proposto con i Marlene Kuntz nella tappa di Metaponto (prima tappa lucana) del “Post-pandemic tour”.

Affascinato dalla letteratura russa, prende spunto da Osip Mandel’stam (un grande poeti che per le sue parole fu mandato a morire – per noi occidentali per futili motivi – da Stalin) per parlare di un’altra tematica di stretta attualità: “Non credo che siamo in una dittatura sanitaria. Se lo fossimo, io probabilmente non potrei neanche stare su un palco a dire queste cose. Io sono un artista, vivo di musica. Dovrei forse avere un po’ più uno slancio ideale nei confronti di alcune frasi, tipo “la bellezza salverà il mondo”, ma credo ci siano momenti in cui il pragmatismo è più importante. La bellezza in questo momento non sarebbe sufficiente. C’è la necessita di acquisire consapevolezza: quella che dal mio punto di vista è la parte per bene del contesto sociale non deve lasciarsi intimorire da quella che non è la parte per bene, è una parte aggressiva che pretende un sacco di cose ma non è disposta a concederne. Prevale in me un’urgenza pragmatica. La bellezza salverà il mondo ma non è sufficiente a salvarlo se non è supportata da una grande consapevolezza e da una presenza di spirito, bisogna essere vigili”.

Infine, netta la sua posizione sul “fare musica” ai giorni nostri: “Internet ha scompaginato tutto, un sacco delle musiche che si producono adesso sono pensate, scritte, prodotte in un modo che è diametralmente opposto rispetto a quello della mia generazione: chi arriva da un’era pre internet considera la musica in un modo diverso.

La musica sta prendendo una bruttissima piega per me. C’è la musica pura e c’è la musica fatta per essere venduta, è sempre stato così. Adesso lo è in maniera molto più radicale, molto più netta. Fare musica in modo puro, se non cambiano le cose, se le piattaforme sono destinate a dominare il mercato, diventerà sempre più un fatto di eroismo. Ma non è più remunerata la musica fatta così. Possiamo solo sperare di poter suonare dal vivo ma guarda caso poi arriva un virus che ci impedisce di suonare dal vivo e poi arrivano quelli che non vogliono che i musicisti non suonino per la faccenda del Green pass… Io ho lo sensazione che stiamo finendo in epoche buie, strane. Siamo confusi, siamo divisi, c’è molta tensione che a me preoccupa”.

L’evento a Metaponto è stato organizzato da CTM – Culture Tourism Med con la direzione artistica di Mauro Machelli e Manuel Tataranno.

CTM – Culture Tourism Med è una società di servizi in ambito culturale, sportivo, scolastico ed esperienziale. Realtà impegnata nella creazione di eventi, in particolare sulla costa jonica. CTM conta sulla consolidata esperienza dei propri soci nel settore turistico e sulla collaborazione con enti pubblici e privati.

Rossella Montemurro

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