Riceviamo e pubblichiamo dalla Prof.ssa Angela Loritto – Segrereria Nazionale Confsal-ANAPS Associazione Nazionale Autonoma Professionisti della Scuola

Alla domanda del perché tanta opposizione all’ultimo DPCM dell’Onorevole Conte, vorrei rispondere in modo molto sintetico senza troppi giri di parole. Dopo la prima ondata di emergenza sanitaria, molti virologi ed esperti interpellati hanno dichiarato che saremmo andati incontro ad una nuovo attacco del SARS Covid 19. La stasi estiva era solo una parentesi e che avremmo dovuto prepararci ad una recrudescenza del virus. E così è stato. Il Paese era preparato in base a questo continuo martellamento da parte dei mass media, degli “esperti” che ci hanno terrorizzato con le continue informazioni. Voci discordanti si sono levate fuori dal coro, ma sono sempre state zittite in modo offensivo e tacciandoli da irresponsabili. Tenuto conto che eravamo consapevoli della situazione ci chiedevamo cosa avrebbe fatto il Governo. Da mesi, ormai, il concetto di Democrazia è diventato un optional, ricordiamo i richiami seri e competenti della Senatrice Casellati che ha più volte fatto appello ad un ritorno alle responsabilità dell’intero Parlamento, per una gestione Democratica e condivisa della situazione di emergenza del Paese che non doveva essere solo l’espressione di una persona al comando. Da mesi, già da marzo, per chi ha poca memoria vada a riprendere articoli e documenti e interventi di più parlamentari, la Ministra Azzolina è stata invitata a prendere atto della situazione in cui la scuola versava, a non intestardirsi in provvedimenti che avrebbero avuto gravi ripercussioni sulla scuola stessa. Il nulla, è andata avanti imperterrita, sorda e cieca ad ogni appello di buon senso. Ci dicono che sia troppo facile solo criticare e non proporre. Ma noi le proposte sulla scuola le abbiamo fatte e non siamo stati ascoltati, altri interventi avrebbero dovuto essere una priorità di un Governo responsabile. Potenziare la sanità invece di continuare a seminare il terrore, potenziare i mezzi pubblici in previsione della ripresa delle attività lavorative, mettere in campo cantieri fin da marzo per recuperare edifici scolastici e ristrutturare quelli esistenti invece di proclami e interviste autoreferenziali sulle classi pollaio. Cose dette e rimaste inascoltate. Invece dove sono andati a finire i fondi? Inutili monopattini e biciclette che giacciono a centinaia nei parcheggi, inutili banchi non utilizzabili (ma la Ministra si è chiesta come possono lavorare i ragazzi e i docenti nelle ore di Tecnica o di Arte in quei banchetti dove a malapena sta un libro e nemmeno l’astuccio?), bonus a oltranza per mettere a tacere il malcontento, disoccupazione che spesso non è arrivata. Sospensione momentanea di tasse che poi avrebbero dovuto essere pagate in ogni caso. La gente non vuole elemosina, vuole lavorare e pagare le tasse. Il lavoro è dignità ed è garantito dalla Costituzione. Per questo l’ultimo DPCM viene così tanto avversato, perché non si comprende perché tanto accanimento verso i piccoli commercianti, che stanno pagando un prezzo altissimo per la mancanza di provvedimenti seri che il Governo non ha voluto varare in tempo utile. Noi volevamo una ripresa della scuola in presenza, ma sapevamo benissimo che senza i provvedimenti strutturali che abbiamo continuato a denunciare non sarebbe stato possibile. Non era il momento di nuovi criteri di assunzione e le GPS hanno dimostrato tutta la loro “fragilità”, abbiamo ancora alunni disabili senza il sostegno. Abbiamo detto no ai concorsi, assunzioni per concorso per titoli e servizio, ma la Ministra ed un’altra gentile Senatrice si sono scagliate con parole offensive e denigratorie contro tutti precari, impreparati che non vogliono sottoporsi a prove selettive degne della dignità di un docente. Abbiamo scuole affollate. Inevitabile tornare alla DDI almeno alle superiori per tamponare una carenza didattica che diverrà gravissima. Tante parole, normativa ecc…ma chi si preoccupa realmente dei nostri giovani, degli studenti di ogni ordine e grado, delle famiglie, delle migliaia di disoccupati, dei negozi che dopo questa seconda chiusura non potranno più riaprire, di una generazione che non vede futuro nel proprio Paese? L’Onorevole Conte e i suoi sostenitori si chiedono il perché di tanta opposizione? Lo vadano a chiedere a coloro che sono rimasti senza lavoro e che dovranno dire tanti no alle richieste dei propri figli a cui dovranno negare l’essenziale. Quanto dureranno i bonus? Quanto durerà la disoccupazione? Quale futuro per il nostro Paese? Dov’è la verità?

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