mercoledì, 17 Luglio 2024

Fa parte dell’Archivio privato della famiglia Gattini presso l’Archivio di Stato di Matera l’immagine della copertina della brochure realizzata in occasione dei recenti festeggiamenti di Sant’Eustachio dall’Associazione Maria Santissima della Bruna di Matera presieduta dal dottor Bruno Caiella. Della riproduzione fotografica, concessa dal Ministero della Cultura, è stato fatto dono alle coppie che hanno rinnovato le promesse matrimoniali lo scorso settembre, proprio durante le celebrazioni del santo patrono della città dei Sassi.

Si tratta di un’immagine importante per storicità (1867) ed elementi rappresentati e conferma come la devozione a Sant’Eustachio, secondo la leggenda, risalga al 994 quando Matera, assediata da tre mesi dai Saraceni, fu salvata dall’intervento del Santo e dei suoi familiari vestiti da cavalieri.

Il ricco generale romano Placido (alla conversione il nome fu cambiato in Eustachio) è raffigurato in posizione eretta, come la nota statua venerata a Matera e realizzata in legno di tiglio dall’artista andriese Arcangelo Sperdicchio. A sinistra entra nel campo visivo il cervo, con la croce tra le corna, nelle cui sembianze Cristo parlò a Placido-Eustachio; a destra, invece, sotto il suo mantello, compare un toro e la legna che arde sotto la sua pancia a ricordare il terribile martirio subito sotto l’imperatore Adriano che fece rinchiudere Eustachio e i suoi congiunti all’interno di un enorme toro di bronzo sotto cui fu fatto ardere il fuoco per tre giorni. Essi morirono subito ma all’apertura di quella fornace si scoprì che i corpi, i capelli e gli abiti erano rimasti.

La festa di Sant’Eustachio è sotto molto aspetti legata a quella in onore di Maria Santissima della Bruna: entrambe, ad esempio, rimandano al mondo agricolo. A Matera il ciclo esistenziale sotto tutte le sue forme è segnato dal sacro e così è stato percepito da secoli.

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