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Amabili Confini, l’8 giugno in piazza Firenze a Matera incontro con la scrittrice Anilda Ibrahimi

Tutto è pronto per accogliere Anilda Ibrahimi nella nuova tappa della rassegna di cultura partecipata che giovedì 8 giugno,alle 18:30, approderà in piazza Firenze, nel quartiere Villa Longo di Matera. In caso di maltempo, l’evento si svolgerà nell’auditorium della parrocchia Maria SS. Addolorata in viale delle Nazioni Unite. Introdurrà e condurrà l’incontro Rita Montinaro, dell’associazione Amabili Confini. Seguirà la conversazione tra la scrittrice ospite di questo appuntamento e gli autori dei racconti scelti tra quelli giunti dai quartieri Serra Rifusa, Villa Longo, Platani.

La parte conclusiva dell’incontro sarà dedicata, come di consueto, alla presentazione del romanzoVolevo essere Madame Bovary di Anilda Ibrahimi, pubblicato per Einaudi nel 2022. Storia di un’educazione sentimentale, o meglio dell’assenza di essa, ricca di quei riferimenti culturali che hanno segnato e modificato il destino dell’autrice, volta a rovesciare alcuni stereotipi sulle figure femminili. Dialogheranno con l’autrice la giornalista Stella Montano e l’archeologa Isabella Marchetta. Le letture dei brani saranno affidate alla voce di Andrea Fontanarosa.

Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito per Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Ha pubblicato, sempre per Einaudi, Non c’è dolcezza (2012), Il tuo nome è una promessa (2017) e Volevo essere Madame Bovary (2022).

Sua nonna è stata una collaborazionista del patriarcato, sua madre anche. Cosa ci si poteva aspettare da lei?

Volevo essere Madame Bovary. Hera è nata in un Paese del socialismo reale dove la donna lavora almeno quanto l’uomo e la bellezza è una colpa, soprattutto per una ragazza ambiziosa come lei. Da piccola divorava i romanzi di Tolstoj e Balzac, in cui le eroine sono tutte fedifraghe e di solito fanno una brutta fine, ma anche tanti libri di propaganda secondo cui l’ideale femminile è sposarsi e lavorare in campagna. Hera è cresciuta così, in bilico tra il desiderio di diventare qualcuno e la consapevolezza di dover rigare dritto, tra la voglia di vestirsi alla moda sfidando le censure del regime e i rimproveri di nonna Asmà. Poi, un giorno, è partita per Roma. In Italia all’inizio ha sofferto, si è sentita smarrita. Insieme a Stefano però ha trovato il suo centro: è diventata un’artista, ha dei figli che ama, non ha più avuto paura di sembrare troppo. E allora cosa ci fa a Tirana con Skerd, uno con cui non ha nulla da condividere se non il corpo? E perché insieme a lui sente pulsare così forte l’eco della lingua madre? Hera non è più quella ragazzina che cercava il grande amore nel dramma e negli uomini autoritari, ma ogni cosa intorno a lei sembra volerla ricacciare di nuovo nel passato da cui è fuggita. Con la sua voce essenziale e un umorismo più tagliente che mai, Anilda Ibrahimi ha scritto un romanzo sulle insidie dell’appartenenza e della memoria, sui modelli femminili da incarnare e ribaltare, sull’importanza di rimanere fedeli a ciò che siamo diventati quando il tempo insiste per riportarci indietro. Un’educazione sentimentale ironica e intelligente, capace di rovesciare molti stereotipi su ciò che crediamo di sapere delle donne.

Giovedì 15 giugno, Amabili Confini vedrà la partecipazione della scrittrice Antonella Lattanzi per poi avviarsi a conclusione con il fuori programma del 22 giugno insieme a Marcello Fois.

Il programma completo è online sul sito web di Amabili Confini, mentre le registrazioni delle dirette saranno disponibili sulla pagina Facebook dell’associazione.

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