venerdì, 19 Luglio 2024

La Pagano ci riferisce che studiosi provenienti da molti Stati, come da tanti anni a questa parte, si sono seduti per confrontarsi al tavolo della critica letteraria. Italia, Stati Uniti, Spagna, Albania, Georgia, Romania si sono ritrovati a discettare sul tema prescelto per il Congresso del 2023:” Favola, storia, novelletta allegra, proverbi: fonti basilari per la creazione letteraria”. “Tutto un universo di composizioni che narra dell’umanità e che l’umanità ha utilizzato da sempre per narrare se stessa. Pare sia nato attorno al VI secolo a.C. il primo critico letterario della storia, Teagene di Reggio, filologo, grammatico, esegeta e rapsodo dei poemi omerici. Lui introdusse, oltre la ricerca in campo linguistico e biografico, l’interpretazione allegorica che da Platone in poi ebbe gran successo. Ancora Lui ad evidenziare la correlazione tra divinità omeriche ed elementi naturali: Apollo, Elios ed Efesto simboleggiavano: il fuoco, Poseidone e Scamandro: l’acqua, Era: l’aria e Artemide: la luna. Un fascino che seduce” -ci dice ancora la Pagano- che si dichiara molto felice di portare il suo contributo alla storia della Critica Letteraria, ma ancora di più per portare la “sua Lucania e l’amatissima Matera” -di anno in anno- in ogni nazione attenta alla Letteratura e a Coloro, nazioni, istituzioni ed intellettuali, che le dedicano molta parte della vita.  “Anche la sociologia applicata alla letteratura mi intriga e infiamma la mia passione. Il territorio attorno a Târgu Neamț è vasto e punteggiato da Monasteri; la presenza monastica vanta 800 anni di storia e conta più di 1100 monache e monaci. Un’estesa area intrigante e densa di storia intrecciata all’incenso e alle guglie svettanti di cui -credo in occidente e in altri continenti- si sappia non molto; questo è un vero peccato poiché è l’ignorare a generare i pregiudizi, intrinsecamente brutti oltre che oscuranti e deformanti la realtà. Porto con me, in pregiata riproduzione, la preziosa pagina della Bibbia che Padre Benedetto mi ha donato; è stato il magnifico cadeau per tutti, con cui ha chiuso la deliziosa ospitalità nella sua casa, insieme alla benedizione, al caffè, ai dolcetti tipici, alla speciale grappa e alle sue Parole; espressioni di una mistica illuminata e coltivata dinanzi alle immagini d’Arte che turbano felicemente l’anima. Opere d’Arte greco-bizantina di raro pregio trovano lì il castone più appropriato, parlo delle bellezze naturalistiche dentro cui i Monasteri sono situati, come magicamente calati dall’alto in tutta la loro divina perfezione. Porto con me la generosità con cui hanno ospitato tutti noi critici letterari internazionali, il prestigioso protocollo di ricevimento da parte delle istituzioni pubbliche, protocollo, attenzioni, empatia che sono indubbi segnali del fatto che: la letteratura, la parola letteraria è ancora oggi passepartout, bagaglio, chiave e valore inestimabile riconosciuto da tutti i popoli e da tutte le culture. E’ proprio la riconferma di ciò ad essere tra i più preziosi doni che mi sono portata, e non solo perché poi c’è tutto l’inestimabile bagaglio di bellezze artistiche e naturalistiche e di persone deliziose, una per tutte: la deliziosa direttrice della Biblioteca, che, fra l’altro, in pen volontaria. Nella città di Târgu Neamț, in Romania, dal 7 al 10 settembre scorsi, si è celebrato il prestigioso congresso dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari il cui Bureau è presieduto dalla Prof.ssa Neria De Giovanni; prima donna ad essere stata eletta Presidente e prima volta che la presidenza -quasi sempre francese- l’ha avuta l’Italia; la De Giovanni, fra l’altro, è la massima esperta di Grazia Deledda – prima donna ad essere stata insignita del Premio Nobel.  Sarda la Deledda e sarda la De Giovanni. Il ricevimento si è tenuto nel Salone più istituzionalmente rappresentativo con la presenza del Sindaco, il Presidente della Provincia e il Prefetto. Con la Presidente Neria De Giovanni: il Prof. Stefan Damian dell’Università di Bages-Bolyai di Cluj-Napoca, vicepresidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, il Prof. Tudorel Radu, nel doppio ruolo di relatore e rappresentante del Paese ospitante. Tra i relatori il dott. Franco Idone, medico e raffinato critico, lo storico e giornalista Silvano Trevisani, il Prof. Cristian Livescu storico della letteratura, lo scrittore e storico della letteratura Lucian Strochi, il Prof. Angel Basanta dell’Università di Madrid, il Prof. Francisco Morales Lomas dell’Università di Malaga, il Prof. Andrea Guiati, la Prof.ssa Lucia Trombatore, scrittrice del Liceo Ginnasio di Modica e Corrado Monaca, operatore culturale ispicese. Nota assai eloquente, simbolica e carica di significati politici e sociali è stata la presenza di Iuliana Schuller, Donna di speciale preparazione e grandi abilità pragmatiche: rumena e Assessore alle Politiche per l’immigrazione e alle Pari Opportunità del Comune di Ispica, il Segretario Generale del Comune di Modica Giampiero Bella. I saggi si trovano nel volume:”Basmul, povestea, snoava si proverbul surse de baza in creatia literara” – Editata de Biblioteca Judeteana G.T. Kirileanu Neamt, ossia pubblicato dalla nazione ospitante come accade ogni anno e per ogni congresso; riguardo al mio saggio, ebbene ho inteso compiere e far compiere a tutti gli intervenuti, colleghi critici, accademici e autorità, un viaggio dentro la Novella, Novelletta e fino alla Short Story così come è fiorita nei territori meridionali della penisola italiana fino al popolo Sami della Lapponia, quindi ai favolelli francesi: “contes à rire en verses” e “Le Chevalier che faceva parlare gli idioti”. Ho inteso porgere tutta la briosa freschezza che percorre le novelle lucane, pugliesi e calabresi fino alle “Novelle Orientali” di Marguerite Yourcenar che seppe compiere il miracolo di far incontrare l’Asia con il Medio Oriente per raggiungere le “Novelle rusticane” del Verga narranti le crude problematiche attinenti al tema centrale de’ “la roba” con quella mentalità del possesso che condizionava pesantemente i rapporti sociali tra persone, in maniera così cogente da determinare finanche il valore della stessa vita umana. Continuare a viaggiare fino a raggiungere Nelson Mandela che raccolse le novelle di quasi tutto il continente africano con il preciso intento di presentare al mondo e far conoscere la magia che permea la realtà della sua adorata Africa; passare quindi ai racconti fantastici di Liao, 435 novelle scritte da Pu Songling e pubblicate per la prima volta nel 1740; e dalla Cina andare in Giappone con i Gesaku, i Kokkeibon, gli Uniyoburo e gli Ukiyodoko. La “Civiltà letteraria popolare” del pianeta che si è dunque sedimentata nell’immenso universo di composizioni che, oltre tutto, mostra l’universalità della letteratura e il non avere alcun confine. Naturalmente la premessa fondamentale è stata quella di rammentare i capisaldi, uno per tutti quello che l’Europa intera -dal Quattrocento in avanti- ha preso a modello il “Decameron” dell’Italiano Giovanni Boccaccio che, insieme a Dante e Petrarca, sono indiscutibilmente “le tre nobili corone”. Mi permetta di dire, inoltre, che ogni intervento critico è stato di rilevante significazione; e, in questa Sua pagina, mi conceda altro spazio per ricordare il viaggio straordinario che la Prof.ssa Neria De Giovanni, Presidente del Bureau, ci ha fatto fare attraverso le preziose considerazioni su Dante, Boccaccio, sulla meraviglia dei Contos de foghile (Racconti del focolare) di Grazia Deledda; “Il sentiero dei nidi di ragno” e “Se una notte d’inverno un viaggiatore”  di Italo Calvino e Giambattista Basile (al secolo: Gian Alessio Abbattutis) con “Lo cunto de li cunti – ovvero lo trattenimiento de peccerille”. Un viaggio ancor più significante perchè se la prima sessione del Congresso si è tenuta nella Casa della Cultura di Târgu Neamț, la seconda si è tenuta nel Parco Natural Vânâtori Neamt, 30.000 ettari di alberi secolari, flora e fauna tra le più varie ed 80 esemplari di magnifici Buoi muschiati al pascolo libero. Non sono mancati – nel bosco del Parco Naturale – il cibo tradizionale e lo spettacolo con un gruppo forkloristico in abiti, danze e musiche tradizionali.

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