mercoledì, 17 Luglio 2024


“Scrittore italiano della ricostruzione”, “scrittore della rinascita del Sud nel secondo dopoguerra, “romanziere della storia d’Italia”: quest’ultima definizione è anche il sottotitolo del libro Ai confini del sole (Giuliano Ladolfi editore) che la giovane insegnante Ada Rita Cutrino ha dedicato a Giuseppe Brancale, uno scrittore che con i suoi testi ha dimostrato un amore incondizionato nei confronti della sua terra, la Basilicata.

Solo negli ultimi anni, con la pubblicazione di tutte le opere, fortemente voluta dal figlio Michele e da Luca Nannipieri, direttore del Centro Studi Umanistici della pisana Abbazia di San Savino, è stato dato il giusto riconoscimento a Brancale. Ai confini del sole oltre a prendere in esame la vita e opere dell’autore, approfondisce alcuni aspetti, finora rimasti inediti, sull’umanità di Brancale grazie ad una serie di documenti tratti dal suo carteggio privato che la famiglia ha messo a disposizione della Cutrino. Viene fuori un ritratto completo e particolarmente interessante che consente di comprendere a fondo la figura di questo “scrittore insolito”.

La personalità forte di Brancale e la passione per lo studio e la scrittura spiccano fin dalla tenere età: nato a Sant’Arcangelo (Potenza) in una famiglia di artigiani, anziché assecondare il desiderio del padre che lo avrebbe voluto al suo fianco nell’azienda di mobili, Giuseppe, con il sostegno della maestra elementare, decide di continuare a studiare. A sedici anni, dopo alcuni contrasti con il padre, si arruola in Marina per autofinanziarsi il liceo scientifico.

Dopo aver vissuto l’esperienza sconvolgente nella guerra ottiene una docenza nel Corso Popolare Statale a Senise e, sempre in Basilicata conosce Rocco Scotellaro e Carlo Levi.

“La produzione letteraria di Brancale ha un suo valore incontestabile: egli ha saputo calare quei temi universali nella realtà della sua terra e questo riscatta ciò che ad una lettura superficiale potrebbe apparire uno sterile esercizio letterario, quasi una passione dilettantistca. – scrive la Cutrino – Il tema locale viene ricondotto dallo scrittore lucano con forza e naturalezza sebbene con tono minore e discreto, nell’alveo della grande tradizione letteraria italiana del primo Novecento.

Per questo motivo, la lettura delle opere di Brancale, molto piacevole dal punto di vista delle vicende narrate, restituisce la figura di uno scrittore poliedrico dotato di uno stile fluido, elegante e ricercato, la cui lingua, con le frequenti connessioni con lo stile popolare, fa emergere la passione di un profondo conoscitore intensamente e totalmente innamorato della sua terra ma anche, paradossalmente e nonostante le tragedie che attraversa, del suo tempo e della sua storia”.

Ai confini del sole si articola in sei capitoli: dopo il primo, che contiene i cenni biografici ed alcune indicazioni sulla formazione e sul pensiero dell’autore, tratte soprattutto dalle numerose lettere scritte da Brancale alla futura moglie, gli altri cinque sono dedicati ciascuno ad una delle sue opere (la raccolta di poesie del 1954, Il rinnegato, Echi nella valle, Fantasmi che tornano, “Lettere a Michele” e altri racconti).

Ada Rita Cutrino, nata nel 1988, è cresciuta in un piccolo comune della provincia di Lecce. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, ha compiuto gli studi universitari nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Salento, laureandosi, nel 2012, con una tesi in letteratura italiana sullo scrittore Giuseppe Brancale. Ha quindi conseguito l’abilitazione all’insegnamento di Materie Letterarie negli istituti di istruzione secondaria e, dopo una triennale esperienza nelle scuole del milanese, svolge la professione di docente in provincia di Lecce.
Rossella Montemurro

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