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Remixare il futuro in apparenza è un ossimoro. Re-mixare significa cercare, riutilizzare e interagire con concetti e contenuti esistenti. Il futuro non esiste e non può essere ricombinato ma può essere modificato, migliorato, incoraggiato verso un diritto di copyright universale, aperto, sostenibile e umanizzante.

Con questa premessa la Fondazione Matera Basilicata 2019, nell’ambito del programma ufficiale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, presenta “Pensieri Illuminati”, opera digitale di Felice Limosani narrata da Alessandro Preziosi e il concerto diretto dal Maestro Beatrice Venezi con la Time Machine Ensamble che si terrà il 15 dicembre alle 21:00 nella Cattedrale della Madonna della Bruna a Matera (ingresso con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione).

Attraverso la metafora artistica la Cattedrale Santa Maria della Bruna, accoglie e invita la comunità a ri-pensare e ri-leggere il presente per re-immaginare e re-inventare il futuro.

Nell’epoca in cui la società esplora il mondo e la vita attraverso esperienze virtuali, la chiesa resta il più grande simbolo di comunità, di richiamo interiore, di speranza individuale e collettiva.

Un evento culturale che suggerisce l’incontro e la fusione tra arte, umanità e tecnologia e indice simbolicamente nella sacralità del luogo “un’assemblea civile dove assemblare il futuro”.

Il programma prevede una video installazione di Felice Limosani con la voce narrante di Alessandro Preziosi, che attualizza attraverso la tecnica di scansione 3d, sculture iconiche del passato, in un racconto tributo a chi ha lasciato idee e pensieri che hanno migliorato la vita delle generazioni future. Un’esperienza resa memorabile dal programma musicale diretto dal maestro Beatrice Venezi, in chiave contemporanea, attraverso re-interpretazioni significative di melodie e composizioni che furono e continuano ad essere potenti nella loro bellezza. Durante il concerto verranno proiettati i pensieri, i concetti e le idee significative del dossier di candidatura di Matera Capitale Europea della Cultura, rielaborati attraverso un programma di grafica digitale in visual generativi astratti proiettati dal vivo sui costumi di scena dell’orchestra.

Non un evento di aggregazione ma una ri-unione di persone indetta temporaneamente per condividere sogni e bisogni, per fare appello alla sostenibilità del tutto, per deliberare visioni e pre-visioni e re-mixare il futuro.

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