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La vergogna cancellata è la puntuale ricostruzione della vicenda dei Sassi, un affresco di ciò che è avvenuto negli ultimi 70 anni, insieme alla mancata riappropriazione dei materani della storia degli antichi rioni. Oggi questo volume diventa una fonte preziosa”. Sono le parole dell’architetto Lorenzo Rota che ieri a Matera nella Sala degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile ha introdotto la presentazione della nuova edizione del libro di Alfonso Pontrandolfi La vergogna cancellata. Matera negli anni dello sfollamento dei Sassi (Altrimedia, postfazione dell’architetto Amerigo Restucci).

“Con i suoi saggi –  ha aggiunto Rota – Alfonso Pontrandolfi lascia un’eredità importante a questa città. Il cruccio è che non sia stata utilizzata la sua esperienza per le attività svolte nel 2019. È forse mancata l’espressione, la comunicazione dei valori di Matera. Peccato”.

L’editore Vito Epifania ha sottolineato che “il 2019 non poteva essere la risposta a tutti i problemi del mondo. Adesso tocca a noi rilanciare. Abbiamo lavorato parecchio seguendo un filo che non si è mai interrotto, questa è un’operazione di collegamento tra la memoria e il futuro affinché siano dati il più possibile elementi di valore Ci sono storie che devono guidarci per quello che verrà. Venti anni fa c’era un popolo che non si sentiva più tale, stava venendo fuori dalla crisi del salotto e stava perdendo le proprie radici. La funzione dell’editoria – ha concluso – è fortemente sociale, abbiamo bisogno di assumerci responsabilità. Non a caso la collana in cui è stato pubblicato il volume La vergogna cancellata si chiama, Eumenidi, saper essere benevolenti”.

La lunga e travagliata vicenda dello “sfollamento” è affrontata da Pontrandolfi in maniera capillare, grazie al suo spirito critico che ne ripercorre i passaggi salienti insieme a una vasta e accurata bibliografia.

Sono intervenuti, insieme all’autore, anche il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, il professor Giampaolo D’Andrea (consigliere per gli Affari Istituzionali e le Relazioni Sindacali del Ministro per i Beni e le Attività culturali) e l’architetto Amerigo Restucci (già Rettore dell’Università di Venezia IUAV).

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