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Fanno leva sul bisogno di colmare la solitudine e sull’esigenza di evitare situazioni spiacevoli, che spaventano: i truffatori in giacca e cravatta che entrano nelle nostre case con le buone maniere, si basano proprio su queste dinamiche psicologiche. Lo ha sottolineato in mattinata a Matera il questore Luigi Liguori, presentando la campagna di sensibilizzazione contro le truffe – fenomeni che si acuiscono in prossimità delle festività natalizie – promossa in collaborazione con la diocesi.

Questa mattina si è tenuta in Questura una conferenza stampa per illustrare la campagna di sensibilizzazione contro le truffe che sarà realizzata nei prossimi giorni, frutto della collaborazione tra la Questura e la Diocesi di Matera.

Alla conferenza hanno preso parte il Questore Luigi Liguori e il Vescovo della Diocesi Mons. Don Giuseppe Caiazzo, accompagnato dal Vicario del Vescovo Don Biagio Colaianni. Presenti anche i rappresentanti di alcune associazioni di anziani operanti sul territorio.

Il Questore Liguori ha informato i giornalisti che quest’anno, in questa provincia, si registrano  31 segnalazioni per truffe, attuate mediante raggiri di vario tipo perlopiù presso le abitazioni  di persone anziane, soggetti più vulnerabili. Si registra però un forte sommerso perché spesso le vittime preferiscono non denunciare la truffa subita.

Rispetto al passato, se da un lato i truffatori sono diventati più abili e raffinati, dall’altro riescono più facilmente a colpire poiché fanno leva sui bisogni della gente, di chi soffre la solitudine o ha paura: “Ai nostri giorni il problema è la solitudine. L’isolamento delle famiglie e la solitudine provocano dolore. Quando arriva la telefonata di un nostro nipote in difficoltà, per l’affetto che si prova nei suoi confronti, si tenta di recuperare assecondando le richieste dei truffatori. Anni fa non poteva succedere perché c’era un contatto quotidiano. Abbiamo scelto la chiesa per diffondere i consigli in quanto abbiamo avuto la fortuna di avere un vescovo particolarmente vicino”.

Tra le truffe più frequenti, i falsi dipendenti dei vari Enti, le finte eredità, i falsi incidenti accaduti a parenti.

Il Vescovo Don Giuseppe Caiazzo, ha soggiunto che spesso, in base alle testimonianze raccontate, le truffe, oltre  a provocare un danno economico, feriscono profondamente le persone colpite tanto da ingenerare un senso di vergogna in merito a quanto accaduto.

I truffatori le studiano tutte: è successo anche che si siano spacciati per sacerdoti celebrando anche  messa in case private . E’ un emergenza sempre più sentita e pertanto, ha aggiunto il Vescovo,  la Diocesi  ha accolto molto favorevolmente la richiesta di collaborare a questa iniziativa considerata davvero concreta.

Gli incontri si svolgeranno in alcune Parrocchie della citta secondo questo programma: 29 novembre – ore 19.30 – Parrocchia di San Giacomo, via Benedetto Croce n.12;

2 dicembre – ore 19.30 – Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, via degli Aragonesi;

9 dicembre – ore 19.30 –  Parrocchia Maria SS. Addolorata, via Nazioni Unite;

11 dicembre – 0re 19 – Parrocchia Maria SS. Annunziata, via Marconi.

In tali occasioni, aperte a tutti, ovviamente anche a persone appartenenti a fedi religiose diverse, personale specializzato della Questura fornirà consigli preziosi per prevenire rischi e pericoli “in casa e fuori casa” e illustrerà  i principali modus operandi dei truffatori, frutto dell’esperienza acquisita. In particolare, si rammenterà ai soggetti presi di mira di non esitare a segnalare tempestivamente alle Forze di Polizia i tentativi di truffa di cui sono vittime.

Si segnala che a livello nazionale, negli ultimi tre anni, si sono registrati 32.000 casi di clonazione di carte di credito; 240.000 casi di falsi operatori di enti pubblici, aziende o associazioni che hanno avvicinato anziani per farsi consegnare oggetti di valore; 441 casi di donazioni fatte a persone che poi si sono rivelate essere dei truffatori.

Rossella Montemurro

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