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Domenica 14 luglio 2019
dalle ore 20,30 sul Belvedere della Mura Risorgimentali a Montalbano Jonico
verrà rappresentato il testo teatrale “Francesco Lomonaco – ultimo scritto”,
ideato e scritta da Vincenzo Maida, giornalista-drammaturgo autore di numerosi testi
teatrali, con l’interpretazione e l’adattamento teatrale di Emilio Andrisani
dell’HermesTeatroLaboratorio e del gruppo del teatro montalbanese.
L’autore ha ricostruito drammatizzandoli gli ultimi momenti di vita dell’uomo
di pensiero montalbanese che a soli 38 anni si tolse la vita a Pavia.
Francesco Lomonaco, il cui busto nel 1913 venne collocato sul Pincio a Roma tra
i trecento italiani illustri precursori dell’Unità d’Italia, soprannominato il
Plutarco Italiano, era nato il 22 novembre del 1772 e aveva vissuto a
Montalbano fino ai 18 anni, quando era andato a Napoli a studiare
giurisprudenza prima e medicina dopo.
Intellettuale dalla solida cultura, amico di Eleonora de Pimentel Fonseca, di
Vincenzo Cuoco e di tanti altri intellettuali partenopei, prese parte al
movimento rivoluzionario che portò alla nascita della repubblica napoletana del
1799. Scampato per caso al capestro borbonico, il suo cognome venne trascritto
Lamanica, esule prima a Marsiglia, poi in Svizzera, quindi a Milano, Lomonaco
morì suicida a soli 38 anni a Pavia il primo settembre del 1810.
Amico di Vincenzo Monti e medico di Ugo Foscolo e del fratello di costui, anche
lui morto suicida, Alessandro Manzoni lo considerò un suo maestro e gli dedicò
un sonetto giovanile.
Padre Gabriele Ronzano, storico, autorevole uomo di cultura, gesuita, nel suo
libro Fermo e Lucia, ha avanzato l’ipotesi suggestiva, ma non dimostrata, che
sarebbe stato lui a donare allo scrittore milanese il manoscritto da cui egli
trasse ispirazione per scrivere il romanzo più famoso della letteratura
italiana: “I promessi sposi”.
Lomonaco scrisse tra l’altro: Rapporto al cittadino Carnot, Analisi della
sensibilità e delle sue leggi e delle sue diverse modificazioni considerate
relativamente alla morale ed alla politica, Vite degli eccellenti italiani,
Vite dei famosi capitani d’Italia, Discorsi letterari e filosofici. Francesco
Lomonaco entrò in dialettico confronto con i grandi della cultura nazionale,
assolvendo al notevole compito di portare a conoscenza degli intellettuali del
Nord lo storicismo di Giambattista Vico e tutti i fertili stimoli della cultura
napoletana. Sarebbe perciò diventato importante nella vita e nell’opera di
Foscolo e Manzoni. Senza di lui, e senza il suo vichismo, difficilmente Foscolo
sarebbe passato dall’Ortis ai Sepolcri e difficilmente il giovane Manzoni
avrebbe superato l’antistoricismo illuministico, si sarebbe aperto allo studio
della storia e avrebbe scoperto una Provvidenza sottesa agli eventi umani. Il
Manzoni di tutto ciò, in una intervista rilasciata nel 1866 ma pubblicata sul
“Corriere della sera” dieci anni dopo, il 12-13 ottobre 1876, gli avrebbe dato
ampio riconoscimento e ampio merito.
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