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Nell’inchiesta
partita dalla Toscana su un presunto traffico illecito di rifiuti e attività di
gestione di rifiuti non autorizzata sono coinvolti anche due stabilimenti
lucani di laterizi, uno di Genzano di Lucania e uno di Matera. Secondo il sostituto
procuratore della direzione distrettuale antimafia di Firenze Giulio Monferini,
decine di migliaia di tonnellate di rifiuti di cartiera sarebbero stati caricati
su camion e destinati a fabbriche di laterizi in Basilicata o a inceneritori e
discariche fra Toscana e Umbria. Una vera e propria rete per lo smaltimento
abusivo di materiali pericolosi “camuffati” da rifiuti ordinari, buoni per
costruire mattoni e per essere utilizzati come riempimento. E’ quanto riporta l’avviso
di conclusione delle indagini sul traffico illecito di rifiuti in Toscana.
Per l’accusa, sono complessivamente 21 le persone coinvolte in questo filone e
che ora rischiano il processo.

Negli stabilimenti di
Genzano e Matera i rifiuti venivano bruciati contravvenendo alle autorizzazioni
ambientali rilasciate dalla Regione Basilicata.

Per quanto riguarda
il filone della Basilicata, i reati contestati sono il traffico illecito di
rifiuti e l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

La notizia è stata
pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano Il Tirreno.
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