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Il Direttore Olivieri Pennesi Stefano, Capo dell’Ispettorato Territoriale
del Lavoro di Potenza e Matera, in riferimento ad articoli recentemente apparsi
su testate giornalistiche on line ritiene doveroso evidenziare alcuni aspetti
ivi emersi.

Al riguardo quanto dibattuto nell’evento tenutosi a Matera lo scorso 14
dicembre dal titolo “La nuova filiera olivicola-olearia”, organizzato
da OPROL-Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani associata alla CIA, è
evidentemente di grande interesse per le ricadute sul contesto economico,
imprenditoriale e lavorativo del territorio Lucano a forte vocazione agricola,
spesso di eccellenza, nei singoli segmenti produttivi, tra i quali il prodotto
olivicolo e oleario rappresenta una importante componente ed espressione.
Ebbene, il controllo costante di tutta la filiera, anche in riferimento alla
opportunità di far riconoscere l’IGP dell’olio extra vergine di oliva Lucano,
può e deve rappresentare un impegno comune.
Ciò detto, l’Ispettorato del Lavoro della Basilicata consapevole delle
crescenti criticità esistenti nel settore produttivo in parola, molto si è
prodigato, e si sta ancora prodigando, in questa stagione agricola, mettendo in
campo, con i propri ispettori civili e i militari dell’Arma Nil, in tutto
il territorio della Regione Basilicata, una intensa, costante e mirata azione,
spesso in coesistenza con i Carabinieri dei NAS e le Compagnie e Stazioni
territoriali dell’Arma, volta a contrastare il grave fenomeno del “lavoro
nero” e/o irregolare, sia in ambito di produzione e raccolta, come pure in
ambito di lavorazione, svolta nei numerosi “frantoi” sparsi in varie
zone regionali.

Ciò rappresenta, di tutta evidenza, il giusto contributo della Pubblica
Amministrazione, in questo caso dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
unitamente all’Arma dei Carabinieri, al presidio della legalità, della
conseguente garanzia per la competitività tra imprese, come pure della tutela
della salute e sicurezza sul lavoro.
L’INL è intento ad effettuare azioni ed interventi, anche con beneficio per le
aziende del settore, “in regola”, ma pure attento alla giusta
auspicabile creazione di nuovi “posti di lavoro regolari”,
soprattutto per le giovani generazioni, con l’auspicio di perseguire la tutela
socio-economica-lavorativa, contrastando l’abusivismo, lo sfruttamento, e
conseguentemente il rischio di ulteriore abbandono dei terreni e lo
spopolamento, migliorando altresì,  conseguentemente, il paesaggio e le
condizioni di rischio idrogeologico presenti.
Tornando a parlare dell’azione concreta svolta, e che continuerà a svolgersi in
questo scorcio dell’anno, da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro,
denominata “Oro Verde”, la stessa si è esplicata, fino
ad ora, in circa una quarantina di ispezioni presso aziende e frantoi del
settore olivicolo, verificando la posizione di oltre un centinaio di addetti,
riscontrando la posizione irregolare o al nero di diverse unità di lavoratori,
anche immigrati,  sospendendo l’attività di alcune aziende-frantoi per
l’utilizzo di manodopera irregolare al nero e camminando alcune migliaia di
euro di sanzioni amministrative.

Tutto questo a sostanziare il fattivo quotidiano sforzo delle
Istituzioni impegnate sul campo, sempre a tutela del lavoro: lecito,
libero, garantito, dignitoso,  di cui questa Regione ha tanto bisogno, per
il progresso civile della sua popolazione e dell’intero sud Italia.

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