Quindicesima Giornata del Contemporaneo, il Polo Museale della Basilicata riapre le porte dei Musei di Matera, Policoro, Potenza e Melfi



In occasione della 15^ Giornata del Contemporaneo promossa dal MiBACT in collaborazione AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, il Polo Museale della Basilicata riapre - ingresso libero - le porte dei Musei di Matera, Policoro, Potenza e Melfi all’Arte Contemporanea con mostre fotografiche e installazioni.
 
A MATERA, nel Museo di Palazzo Lanfranchi [Sala Levi] è allestita la mostra del fotografo spagnolo Juan Baraja “Utopie abitative. Corviale / Serpentone / Scampia”, a cura di Ermanno Tedeschi.

La mostra, sarà presentata alle ore 18.30  dalla Direttrice del Polo Museale Marta Ragozzino e dal curatore. Sarà presente l’autore.

La mostra muove da Corviale un lunghissimo complesso residenziale concepito, come esempio di edilizia popolare, all’inizio degli anni Settanta nell’estrema periferia ovest di Roma. Baraja ha attraversato con il suo occhio attento questo questo grande edificio-città di cemento, cogliendone  gli elementi universali e i tratti più intimi che ha poi messo in relazione con quelli di altri due complessi residenziali popolari cresciuti negli stessi anni Settanta a sud di Roma, le Vele di Scampia a Napoli e il Serpentone di Potenza che condividono con Corviale un analogo orizzonte architettonico, anch’essi trasformati troppo rapidamente in “ghetti” urbani».

 A POLICORO, al Museo Archeologico Nazionale della Siritide, Gianni Zanni, fotografo di origini pugliesi, espone dodici scatti che documentano le “12 catastrofi che l’umanità ha già dimenticato”. 

Il lavoro di Gianni Zanni – che incontrerà il pubblico alle ore 17.00 - ci riporta sui luoghi delle catastrofi attraverso dei richiami simbolici, materici e cromatici. La sensibilità dell'autore è illuminata dal fatto che per realizzare gli scatti non è andato nei luoghi dei disastri, ma è riuscito a creare, partendo dal suo territorio, la Puglia, le composizioni per trasportarci lì. Il lettore non potrà fare a meno di riflettere sugli effetti dell’uomo sull’ecosistema, e sulla nostra epoca, cosiddetta Antropocene, governata da una dominazione aggressiva e cieca dell’uomo, delle aziende, delle multinazionali, sull'ambiente.

Ecco i 12 incroci che hanno segnato le rughe di un globo che sta invecchiando per cause antropiche e che le foto di Zanni ritraggono con tratti globali e locali al contempo: 1] Abra Pampa, Argentina. 2] Auriol, Romania. 3] Bhopal, India, 4 dicembre 1984. 4] Chernobyl, 26 aprile 1986. 5] Delta del Niger, tra il 1976 e il 1998 sono stati estratti miliardi di barili di petrolio. 6] Foreste pluviali dell'Indonesia, uno dei più' importanti ecosistemi del pianeta, minacciate dai produttori di carta, legno e olio di palma. 7] Fukushima, 2011. 8] Golfo del Messico, la marea nera della Deepwater Horizon, 20 aprile 2012. 9] Golfo di Genova, Una superpetroliera affonda davanti Arenzano, causando lo sversamento nel Mar Ligure di oltre 134 mila tonnellate di petrolio. 10] Isole Kiribati e Maldive, sommerse dal cambiamento climatico. 11] Lago Agrio, la multinazionale Chevron-Texaco ha inquinato oltre 2 milioni di ettari. 12] Montagne Rocciose Canadesi, sfruttamento delle sabbie bituminose.  La mostra resterà aperta fino al 20 ottobre nelle ore di apertura del Museo.  Ingresso libero.

 A POTENZA, al Museo Archeologico Nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu, alle ore 18.30 saranno presentate dall’artista e curatrice della mostra Rossella Forenza dodici micro installazioni polimateriche dal titolo "12 Verdi Fatiche: Eracle e il suo mito. Arte, psicologia e archeologia".

La serata continuerà con l’archeologa  Mara Romaniello che tratterà il tema "La figura di Eracle nella Basilicata antica attraverso i corredi esposti nel museo".

A MELFI, al Museo Archeologico nazionale Massimo Pallottino, nel cortile del Castello, sarà esposta fino al 20 ottobre, l’installazione site specific “Colonna sonora” realizzata del creativo scultore di Altamura Vito Maiullari. L'opera si presenta sotto forma di colonna [80 cm. di diametro x 4 mt di altezza]. Un simbolico tributo alla monumentalità della scultura inserita in un contesto dominato dalla presenza della pietra, rivestita di manto di pecora, vello da cui escono i "suoni" del gregge al pascolo e le voci del pastore. Un omaggio alla transumanza, alla memoria del territorio appulolucano e alla cultura pastorale. Un territorio fortemente caratterizzato dalla presenza di masserie fortificate che caratterizza - ancora oggi - il Regio Tratturo della Transumanza che giunge fino a Castel del Monte, patrimonio UNESCO. La pietra del cortile del Castello di Melfi fa da supporto e da cornice alla grande colonna che poggia la sua base sul selciato e si sviluppa verso il cielo. Un invito alla modalità creativa dell'arte contemporanea che più che affermare, interroga.

L’incontro con l’artista è previsto alle ore 12.30.