"Non mollate mai, ricordatevi che non esistono obiettivi irraggiungibili": la lezione del Comandante Alfa agli studenti dell'IstitutoTecnico Economico “Carlo Levi” di Grassano


Carismatico e dotato di un’umanità eccezionale: i suoi occhi buoni – unica parte del volto a rimanere scoperta sotto il mephisto – hanno affascinato gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico "Carlo Levi" di Grassano (MT) che hanno ascoltato, letteralmente rapiti dai racconti del Comandante Alfa, la sua esperienza nel GIS, il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri. Un reparto d’élite dell’Arma, voluto nel 1978 dall’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, del quale il Comandante Alfa è stato tra i cinque fondatori.
Durante l’assemblea d’istituto sono intervenuti il prof. Nicola Incampo, organizzatore dell’incontro con il Comandante, la vicepreside dell’Istituto Maria Teresa Caserta, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Grassano Marialuisa Sabino, il Vescovo di Tricarico Mons. Giovanni Intini e il sindaco di Grassano Filippo Luberto. Ha moderato la giornalista Rossella Montemurro.


Monsignor Intini ha ricordato le parole di Papa Francesco: “Non bisogna parlare ai giovani al futuro ma al presente. Oggi voi siete il presente. È importante il prendersi cura mentre la cosa peggiore è la ricetta dello spirito mondano, anestetizzare i giovani con distrazioni e mondanità”.
È proprio ai giovani che il Comandante Alfa si è rivolto, rispondendo alle loro domande e invitandoli a inseguire i propri sogni e a non mollare mai perché solo con una volontà granitica si è in grado di raggiungere anche quegli obiettivi che, a prima vista, possono sembrare irraggiungibili.
Lui, da Castelvetrano e dalla prospettiva di un futuro incerto (ha affermato di essere stato a un passo dal percorrere la strada sbagliata a cause di cattive compagnie), è riuscito a entrare in un reparto - l'unico al mondo scelto dall'Onu e dal tribunale dell'Aja per la cattura dei criminali di guerra - che ha combattuto mafia, camorra, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita.
Luogotenente dei Carabinieri, Comandante Alfa ha 47 anni di carriera; per oltre trent’anni è stato protagonista delle missioni del GIS, successivamente istruttore del reparto e, infine, dell’UCIS (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale).
Il GIS è un reparto che non ha volti né nomi, colpisce e torna nell’ombra. Fino ad oggi a indossare tuta e mephisto sono stati circa 300 carabinieri paracadutisti, tutti con un forte spirito di squadra e la capacità di trasformare la paura in coraggio.
Al GIS appartengono uomini dalle particolari caratteristiche fisiche e psicologiche - nervi saldi e muscoli d’acciaio, senso del dovere e un unico obiettivo presente in tutte le missioni, ottenere il risultato senza fare vittime. Che si tratti di liberare ostaggi o sedare un’improvvisa rivolta, i militari del GIS sono in prima linea con le loro competenze e il loro addestramento curato nei dettagli – per questo il loro intervento non può essere sostituito da quello di un normale reparto delle Forze Armate. La vita del Comandante Alfa, come quella di tutti i militari de GIS, è stata scandita da otto ore di addestramento al giorno e dall’obbligo di essere pronti a partire per qualsiasi destinazione con mezz’ora di preavviso.
Quello che ha vissuto sul lavoro lo ha raccontato nei suoi tre libri, tutti editi da Longanesi: Cuore di rondine, Io vivo nell’ombra e Missioni segrete. Come si legge nelle pagine di Missioni segrete, l’ultima missione di Comandante Alfa è “impedire che le storie di uomini comuni in grado di compiere imprese straordinarie grazie a un profondo senso del dovere, a un addestramento rigoroso e a un consapevole dosaggio della forza vengano dimenticati in archivi inaccessibili. Raccontare il coraggio delle loro vite e delle loro missioni”.
Infine, ha annunciato che nei prossimi mesi a Roma Nord, aprirà un'accademia nella quale i ragazzi potranno svolgere attività sulla falsariga del servizio di leva.
Operatività ed efficienza per il bene dello Stato ma anche tanta solidarietà: con i proventi dei suoi libri, ha donato attrezzature all'ospedale pediatrico di Castelvetrano, e sta sostenendo i bimbi prematuri dell’ospedale pediatrico di Cosenza e i bambini autistici.