“Dio e il cinema. Una vita maledetta tra cielo e terra” di Antonio G. D’Errico e Donato Placido: un progetto editoriale unico nel suo genere


“Ho rischiato la pelle vivendo per strada anni interi. Come posso dire che sia una cosa del tutto normale?
I sentimenti verso i miei simili sono spesso di sincerità, pertanto sinceramente verso tutti provo quel richiamo che mi farebbe avvicinare a loro nel caso avessero bisogno di me, per cause o necessità improvvise. Anche se molti si sono allontanati quando ho avuto bisogno, e ho taciuto il mio disagio a chi, invece, per amore avrebbe sofferto se avesse saputo la verità che, volutamente e prudentemente, gli ho nascosto.
In quanto uomo che cerca Dio, rimetto in Lui la mia volontà perché possa trasferire verso tutti lo spirito positivo di cui hanno bisogno. Anche se non lo sanno, anche se fingono di non sapere (…)”.
“Dio e il cinema. Una vita maledetta tra cielo e terra” (Ferrari editore) di Antonio G. D’Errico e Donato Placido, è un progetto editoriale unico nel suo genere. Come scrive nella prefazione Michela Zanarella, “Antonio G. D’Errico è uno scrittore apprezzato, profondo scrutatore di esistenze artistiche. Con questo memoir ha dato prova di grande sensibilità. Donato Placido ha aperto lo scrigno delle sue emozioni, legate a un ambito familiare”.
L’attore e poeta Donato Placido (fratello del noto Michele) racconta la sua parabola esistenziale, fatta di celluloide, inchiostro e spiritualità, in un libro nato dal sodalizio creativo con l’amico scrittore Antonio G. D’Errico. Il racconto si dipana sulla scia di toccanti ricordi e riflessioni: dagli anni trascorsi in famiglia, in Puglia, a quelli della formazione attoriale a Milano, per arrivare all’incontro con il mondo del piccolo e grande schermo. E poi, il legame umano e artistico con il fratello Michele, con attori e registi come Tinto Brass, Marco Bellocchio, Riccardo Scamarcio, i retroscena inattesi sui set. E ancora, la passione per la poesia, le scelte anticonvenzionali, le contraddizioni apparentemente discordanti, i momenti bui, impressi nella memoria, trasformati in luci della coscienza. Gli eventi privati si compenetrano così con quelli pubblici, in un lucido amarcord, tra passato e presente, che a tratti ricorda un romanzo intimista, a tratti un pamphlet di denuncia contro le ingiustizie, a tratti, infine, Dio e il cinema si fanno rifugio taumaturgico di una vita maledetta tra cielo e terra. Il volume è accompagnato dai testi introduttivi di Michela Zanarella e Antonio Pascotto.
GLI AUTORI
ANTONIO G. D’ERRICO
Antonio G. D’Errico, scrittore, poeta e sceneggiatore, nasce a Monteverde e vive a Milano. Autore di romanzi, come “Montalto. Fino all’ultimo respiro” (G. Laterza) e “Morte a Milano” (Macchione Editore), ha vinto, tra gli altri, il Premio Pavese per ben due volte. Nel 2011 lavora, con Eugenio Finardi, al libro “Spostare l’orizzonte” (Rizzoli), seguito nel 2012 da “Segnali di distensione, incontri con Marco Pannella” (A nordest). Nel 2015 scrive “Je sto vicino a te”, biografia di Pino Daniele, scritta con Nello Daniele, fratello del cantautore partenopeo (Mondadori). Nel 2019, insieme all’amico Donato Placido pubblica “Dio e il cinema” (Ferrari Editore). È candidato al Premio Nobel per la letteratura.
 
DONATO PLACIDO        
Donato Placido, attore, scrittore e drammaturgo. Fratello del noto Michele, ha lavorato in fiction televisive di successo come Il “fauno di marmo”, “L’ultimo padrino”, “Romanzo criminale”. Nel mondo del cinema ha recitato in diversi film, tra cui “Io, Caligola” di Tinto Brass, “L’ora di religione” di Marco Bellocchio, “Il mattino ha l'oro in bocca” di Francesco Patierno, “Tre giorni dopo” di Daniele Grassetti, “Ovunque sei” diretto dal fratello Michele. Ha scritto e interpretato raccolte di poesie, romanzi e testi per il teatro.
Rossella Montemurro