Tre imprenditori di Policoro tra i clienti dei "professionisti della bancarotta". Operazione Default della Guardia di Finanza


I Finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito, nell'ambito dell'operazione "Default" 16 misure cautelari (2 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 11 ordinanze di divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali) ed il sequestro di beni per di circa 15 milioni di euro nei confronti dei componenti di un'organizzazione criminale accusati di bancarotta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio e auto-riciclaggio, falso ideologico in atto pubblico e appropriazione indebita. Il provvedimento, nato da un'inchiesta coordinata dalla procura di Messina guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale Maria Vermigliò.
Tra i destinatari della misura interdittiva anche tre imprenditori di Policoro di 54, 25 e 23  anni, operanti in diversi settori economici.
I provvedimenti sono scaturiti da un'inchiesta coordinata dalla Procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia che ha permesso di individuare un'associazione per delinquere con al vertice due avvocati di affari messinesi e un commercialista palermitano che, anche avvalendosi di prestanomi, predisponevano per i loro clienti, imprenditori di tutta Italia, strumenti illeciti e atti giuridici per compiere operazioni finanziarie e societarie finalizzate a nascondere il loro patrimoni ai creditori e al Fisco.
 
Nel corso dell'attività investigativa sono state ricostruite numerose operazioni illecite effettuate, nel periodo che va dal 2014 al 2017, dai professionisti messinesi per conto di importanti gruppi imprenditoriali presenti in diverse regioni italiane.
 
Secondo un consolidato schema operativo i professionisti indagati provvedevano a svuotare grosse poste patrimoniali da diverse società in difficoltà trasferendoli in altre di nuova costituzione, lasciando i debiti alle società originarie.
Queste, poi, venivano messe in liquidazione dagli amministratori, perlopiù individuati nei prestanome e, successivamente, chiuse nel più breve tempo possibile, all'insaputa dei creditori in modo da evitare che, nel termine di un anno, potessero presentare istanza di fallimento.
E' stato sottoposto a sequestro preventivo un patrimonio immobiliare e mobiliare, costituito da alberghi, aziende, terreni, quote societarie e somme di denaro per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.