Non avrebbe esitato a uccidere: arrestato dai Carabinieri uno degli autori della rapina alla gioielleria dell'ipermercato di Matera

 
 

 

Durante una rapina non avrebbe esitato a uccidere. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche dei Carabinieri sul 25enne Silvio Guadalupi.
Pregiudicato, già arrestato per un’altra rapina commessa, da minorenne, nel 2011, Guadalupi è tornato in carcere questa mattina: secondo i militari è infatti lui il capo della banda che il 29 agosto 2018, fece irruzione nella gioielleria “Follie d’Oro” del centro commerciale Mongolfiera. Una rapina che scosse l’opinione pubblica per le modalità con cui venne portata a termine: tutti i rapinatori, infatti, indossavano tute bianche, passamontagna e guanti, e mentre uno minacciava, probabilmente con un kalashnicov, la commessa ed alcuni clienti facendoli sdraiare a terra, gli altri forzavano i cassetti di esposizione.
Nel corso di una conferenza stampa nel Comando provinciale Carabinieri di Matera, il Procuratore Capo Pietro Argentino insieme al comandante provinciale Colonnello Samuele Sighinolfi, al comandante del Reparto Operativo Antonio Mancini e al Comandante del Nucleo Investigativo Maggiore Erich Fasolino, ha illustrato i dettagli che hanno portato all’arresto di Guadalupi.
Il 25enne di Brindisi, nel pomeriggio del 29 agosto scorso, giunse a bordo di una Fiat Grande Punto, insieme ad altre tre persone, a Matera. In tre entrarono in gioielleria portando va circa 300 pezzi di oro per un perso complessivo di un chilo e cento grammi.
Fuggendo, a poca distanza dal centro commerciale, diedero fuoco all’auto utilizzata, risultata rubata qualche settimana prima in provincia di Lecce.
I militari (i Carabinieri del Nucleo Investigativo in collaborazione con la Sezione Operativa del Nucleo Operativo della Compagnia d Matera), attraverso l’analisi del traffico veicolare con il Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti (SCNTT) e l’acquisizione del traffico telefonico, hanno accertato la presenza di Guadalupi in zona nei giorni che hanno preceduto la rapina, per gli opportuni sopralluoghi. Non solo, i carabinieri sono riusciti a risalire ad un altro veicolo, un van Ford a 9 posti, condotto da un complice e utilizzato come mezzo di fuga dopo aver incendiato la Fiat Grande Punto. Il van, risultato noleggiato proprio da Guadalupi, rappresentava, di fatto, un mezzo sicuro per i rapinatori in quanto diverso da quello utilizzato per allontanarsi dal luogo della rapina e, comunque, non rientrante nella categoria dei veicoli utilizzati in genere per commettere simili reati. Le intercettazioni telefoniche, infine, hanno permesso di scoprire che il ragazzo, dialogando con alcuni amici, riferisce circostanze della rapina che solo chi aveva partecipato poteva conoscere: dal gas nebbiogeno all’ubicazione della gioielleria nell’ipermercato. Su Facebook, i suoi diversi profili fanno poi tutti sfoggio di frasi e foto indicative di una persona che vive al limite della legalità. Adesso è nel carcere di Brindisi e dovrà rispondere di concorso in rapina aggravata continuata, ricettazione e porto abusivo di armi da fuoco. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip di Matera Angela Rosa Nettis.

Rossella Montemurro